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A Melbourne Nadal era in tribuna a seguirlo fin dal 1° turno delle “quali”, che ha brillantemente superato. Anche lui è di Maiorca, dove si allena nell’Academy del campione: “I suoi consigli - dice - sono preziosissimi”

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

munar 1Melbourne, qualificazioni Australian Open, court 14. Il ventenne Jaume Munar scende in campo contro Andrea Arnaboldi per il primo turno del tabellone cadetto. I pochi spettatori presenti iniziano a mettere a fuoco le due figure che siedono nel box dell’iberico. “Ma non è Nadal quello?”, esclamano increduli. A seguire il match accanto a Bartolomeu Salva Vidal, coach di Munar, ci sono Carlos Moya e Rafael Nadal (nella foto sotto). “Averli accanto durante quel match è stato incredibile - ha raccontato il giovane di Maiorca - e i loro consigli sono per me importantissimi”. Munar supera Arnaboldi 6-2 6-4, approfitta di un acciaccato Stefano Travaglia al secondo turno e, nel round decisivo, conquista l’accesso al tabellone principale degli Australian Open, primo Slam della carriera, ai danni del giocatore di casa Bradley Mousley. “Sapevo di avere le carte in regola per superare le qualificazioni e sono davvero contento di esserci riuscito a Melbourne, in uno dei miei tornei preferiti”.

munar 2Jimbo da Maiorca
Jaume Munar, detto ‘Jimbo’, nasce a Maiorca il 5 maggio 1997. Inizia a giocare a tennis a 8 anni e, a livello giovanile, raccoglie subito ottimi risultati. Nel 2014 raggiunge la finale del Roland Garros junior, nella quale viene sconfitto da Andrey Rublev ma, nel corso della carriera under 18, si prende il lusso di superare giocatori come Alexander Zverev, Michael Mmoh, Alexander Bublik, Mikael Ymer e lo stesso Rublev. “Jaume ha un grandissimo atteggiamento - spiega coach Salva Vidal - sia dentro che fuori dal campo. Nonostante l’età è già un professionista esemplare. Dal punto di vista tecnico può e deve crescere ancora molto”. Per questo motivo si integra benissimo con Christian Garin, cileno classe 1996, considerato un predestinato, che si allena alla Rafael Nadal Academy insieme a Munar. “Sono un’ottima coppia in allenamento, perché l’uno può aiutare l’altro a crescere”, chiosa Salva Vidal.

munar 3Il successo di Segovia
A livello professionistico il primo salto di qualità arriva nel 2016, anno durante il quale conquista ben cinque titoli Futures entrando tra i Top 300 del ranking Atp. Nel 2017 inizia a confrontarsi con il circuito Challenger e, a sorpresa, conquista il torneo di Segovia in finale sull’enfant prodige e grande protagonista ‘down under’ Alex De Minaur. “Non mi sono mai preoccupato del fatto che i miei coetanei riuscissero a raggiungere risultati superiori ai miei - ha spiegato dopo quel successo Munar - e penso a lavorare ogni giorno duramente per arrivare in alto, ma con i miei tempi, senza fretta. Voglio che il tennis sia il mio lavoro e la crescita deve essere giornaliera”. Munar, grazie alla qualificazione ottenuta a Melbourne, entrerà per la prima volta tra i primi 180 del mondo, ma non ha intenzione di fermarsi qui. “Ora tutto dipende da me - ha raccontato al sito ufficiale Atp -. In campo cerco di essere aggressivo, con i piedi più vicini alla riga di fondo. Lo studio? Ho iniziato a frequentare la facoltà di economia, ma in questo momento devo dedicarmi completamente al tennis. Ci sarà tempo per riprendere e finire l’università. Il tennis, adesso, è la mia vita”.