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40 vittorie e 38 finali raccolte dai nostri nel circuito Itf Under 18 lo scorso anno. Nel 2018 ripartiamo dal bottino più ricco di sempre. Tanti i nomi da seguire nell'anno nuovo, cominciando proprio da chi ha fatto bene nella scorsa stagione

di Viviano Vespignani

pigatoLa stagione 2017 del circuito mondiale under 18 è stata quanto mai positiva per i colori azzurri anche se nessun italiano ha raggiunto posizioni eclatanti nelle classifiche di fine anno. Lo testimoniano eloquentemente le 40 vittorie e le 38 finali centrate nell’arco di dodici mesi, che migliorano di gran lunga i precedenti record stagionali. L’Italia aveva al più messo in bacheca 27 vittorie negli anni 2013 e 2015 (26 nel 2010 e 2016) e altrettante finali nel 2014.
Il notevole interesse degli italiani nei confronti del circuito Junior va letto nel solco delle politiche e delle iniziative assunte dal Settore tecnico della FIT e dei programmi agonistici. Dall’inizio degli anni “duemila” in poi, la Federazione, ma anche circoli e famiglie, hanno sempre più investito in termini di risorse, tecnici, strutture anche quando l’economia nazionale ha subito forti rallentamenti. E i risultati sono stati tangibili, con un 2017 dai contorni clamorosi. Una stagione che tuttavia non sarà facile uguagliare nei prossimi anni.

Giocare d’anticipo
nardiI primi dieci maschi under 16 italiani hanno disputato in media nell’arco dell’anno 26,2 tornei Under 18, mentre le femmine sono giunte a quota 25,6 (i record stagionali sono stati prerogativa di Enola Chiesa e Gabriele Bosio, rispettivamente impegnati in 40 e 38 tornei). È altresì significativo il fatto che, tra i 160 italiani presenti nelle classifiche mondiali junior, accanto ai 90 under 18 troviamo ben 61 under 16 e 9 under 14. Per di più i giovanissimi azzurri non si sono limitati a sporadiche apparizioni, al punto che in sei hanno vinto un torneo prima di compiere i 15 anni. Luca Nardi, in particolare, è andato a segno a Tirana, in Albania, ancor prima di festeggiare 14 anni con ciò stabilendo il nuovo primato italiano di giovinezza.
E per meglio comprendere la portata di questo exploit basta annotare che gli altri quattro under 14 capaci di vincere un torneo under 18 (il danese Holger Vitus Rune, il cinese Xiaofei Wang, il giapponese Shintaro Mochizuki e il saudita Saud Alhaqbani) sono saliti sul più alto gradino del podio con un ritardo compreso tra i quattro e gli undici mesi rispetto al nostro Luca. E non è stata da meno Lisa Pigato, lei pure fresca verdissima leader, che ha fatto centro due volte: in Macedonia e a Palermo.

A caccia di record
Hanno impressionato anche il romagnolo Daniel Bagnolini, che al suo primo impatto col circuito Itf, a Nairobi (Kenia), è stato capace di raggiungere la finale, e la napoletana Federica Sacco, 15 anni compiuti lo scorso aprile, che ha firmato la bellezza di quattro titoli, uno in meno del record italiano che Matteo Berrettini stabilì nel 2013, e tanti quanti ne aveva aveva accumulati Gianluigi Quinzi nel 2010 e 2012. Gli altri giovanissimi sono Giorgio Tabacco, Matilde Paoletti, Asia Serafini, Eleonora Alvisi, Carlotta Mencaglia e Jennifer Ruggeri.
Tre successi e una finale, raggiunta a Pancevo, in Serbia, sono stati il bottino guadagnato da un’altra 15enne, la trentina Melania Delai, mentre l’elenco dei due volte vittoriosi comprende cinque maschi e quattro femmine. E in tema di finali il leader è stato il canturino Federico Arnaboldi, secondo in Austria, Svizzera e Norvegia, oltre che vincitore a Gjovik, sempre in Norvegia.
fortiLa stagione 2017 del settore giovanile offre dunque diversi spunti positivi, non ultimo il numero di 160 nostri portacolori presenti nelle classifiche ITF. Ciononostante l’Italia nel 2017 è mancata dalle parti alte sia del ranking maschile che di quello femminile. I nostri capofila sono Elisabetta Cocciaretto e Francesco Forti, pizzati rispettivamente in 46a e 57a posizione.

L’annata azzurra
Elisabetta nella sua ultima stagione under 16 ha vinto a Wels, in Austria, ed è stata semifinalista a Prato, Salsomaggiore e nei German Juniors. Tra l’altro lei e Federica Rossi sono le sole due under 16 già presenti nel ranking Wta. Alle spalle di Elisabetta si collocano Tatiana Pieri, che ha vinto a Firenze ed è stata seconda in Coppa Regina Sofia con Federica Bilardo, Monica Cappelletti che conta due successi e altrettante finali (a Prato e in Svezia) e Giulia Peoni, altra pluri-vittoriosa che ha dalla sua anche una finale.
Francesco Forti è stato primo a Firenze e nel torneo indoor di Almetievsk, nella prima volta dell’Italia in Russia. Alle sue spalle, Lorenzo Musetti si è messo in evidenza, a 15 anni, nelle vesti di miglior under 16 azzurro grazie ai due titoli conquistati (Bytom, Polonia, e Nairobi, Kenia), alla finale raggiunta a Salsomaggiore e a due semifinali. Se poi aggiungiamo anche i quarti di finale raggiunti a Firenze, Oslo (Norvegia) e Liverpool (Gran Bretagna) nonché gli ottavi di finale guadagnati negli Us Open Junior, ecco che ci troviamo a leggere un curriculum non solo eccellente per un 15enne ma di ampio respiro oltre che rivelatore di un notevole investimento in termini monetari. Quanto ai possibili primi protagonisti della stagione che sta per iniziare è il caso di sottolineare anche i nomi del 16enne Giulio Zeppieri e della 17enne Giulia Peoni.

Il resto del mondo
Archiviata la stagione 2017 del tennis azzurro under 18, non resta che sottolineare i nomi dei n.1 al mondo. Sono il 18enne argentino Axel Geller, che per una manciata di punti ha avuto la meglio sul cinese Yibing Wu, e della 15enne statunitense Whitney Osuigwe, che ha tenuto a distanza l’altra 15enne ucraina Marta Kostyuk, pur vincitrice del Master di fine anno. Geller è un leader senza medaglie d’oro visto che non è riuscito a vincere alcun torneo dello Slam Junior né di grado A. I suoi successi si riferiscono ai Campionati Hard Court degli Stati Uniti, al torneo inglese di Roehampton e a quello ecuadoregno di Ibarra, mentre i suoi punti di forza coincidono con le finali raggiunte a Wimbledon e negli Us Open Junior. Whitney invece può vantare i successi raccolti a Parigi e nell’Orange Bowl, oltre che in tre dei principali eventi del Sud America: Banana Bowl, Asuncion Bowl e Pan American Championships. In più ha guadagnato due finali di grade A. Un gran bel bottino.