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La trentina Delai ha 15 anni e già 3 titoli Under 18 in tasca: “Non mollo mai in partita”; e in allenamento non si risparmia. Ha uno staff che cura ogni aspetto della sua crescita, compresi comunicazione e sponsor...

di Gabriele Riva

melania delai 1I dettagli contano eccome. Soprattutto nel processo di crescita di una giovane atleta. Quello di Melania Delai, 15enne trentina dai lunghi capelli biondi e dal sorriso sempre acceso, è cominciato circa un anno e mezzo fa e la cura del dettaglio ha un ruolo basilare. Lo si capisce fin dalle prime parole di mamma Monica: “Melania è una ragazzina pignola e fa tutto con grande scrupolosità”. Quest’anno ha fatto bene nel circuito Itf under 18 e nel cuore di dicembre ha esordito pure in un torneo Pro. A Cordenons, Pordenone, ha lottato per tre set con la 22enne belga Deborah Kerfs, già tra le Top 450. Melania ha vinto il primo set 6-0, ha perso il secondo al tie-break e poi ha ceduto al terzo. “Ma mi sono divertita comunque molto, ho avuto ottime sensazioni”, spiega. Certo qualche lacrima è uscita per quella che poteva essere - ma non è stata - la prima vittoria nel tennis Pro: “Poi però è tornato subito il sorriso. Io non vado spesso a vederla giocare ma questa volta era vicino a casa. Noi siamo di Trento - continua Monica - ma adesso abitiamo a Jesolo, vicino a Venezia”. Logisticamente più agile: “Siamo vicini all’aeroporto e anche molto più comodi con Padova”. Dove Melania fa base per gli allenamenti. “Ci dividiamo tra il Plebiscito e l’Oasi 2000 - spiega Alessandro Bertoldero, l’allenatore -, posti perfetti per allenarsi, c’è tutto”. E tutto a disposizione: “Grazie a Gianfranco Barbiero e alle strutture che hanno investito molto sul percorso di crescita di Melania”.

delai 2Coprire i costi
Perché l’attività internazionale, non è né una sorpresa né una novità, costa moltissimo. Monica aveva fatto tutti i conti: “Il maestro Bertoldero ha stilato un bel progetto a lungo termine con tanto di previsione dei costi che avremmo dovuto sostenere. Capimmo subito che non ce l’avremmo fatta da soli”. Di qui l’idea di raccontare attraverso internet e i social tutta l’attività di Melania, in modo da avere visibilità da mettere a disposizione degli sponsor e far quadrare i conti: “Più che un’idea è stata una necessità. Ci siamo impegnati molto e lo facciamo tuttora affinché chi contribuisce all’attività di Melania si senta parte di qualcosa, venga coinvolto”. C’è un sito internet, melaniadelai.it, una fan page su facebook con più di 8.400 like e una serie di loghi di partner lunga così: “Siamo riusciti a coprire praticamente tutti i costi, grazie ovviamente anche al supporto delle strutture dove si allena e a quello molto importante della Fit”. Dietro c’è tanto lavoro: “Tantissimo - aggiunge Monica - io dedico in media 4 ore al giorno agli sponsor: invio loro relazioni, li rendo partecipi il più possibile e devo dire che adesso con molti si è creato un rapporto che va oltre la semplice sponsorizzazione”. Anche Melania ci mette molto del suo, con lavoro e costanza: “Ogni giorno dedico un’ora, un’ora e mezza - dice - per seguire la mia pagina e per rispondere a chi scrive”. “Le abbiamo voluto far capire - aggiunge Monica - che è importante rispondere a chi dedica anche solo un po’ del proprio tempo a scriverle”.

delai 3La finestra social
La finestra sempre aperta sul mondo dei social ha aiutato a raggiungere l’obiettivo economico. “Ma bisogna stare molto attenti, perché una presenza social del genere può essere un’arma a doppio taglio”, avverte Monica. Intanto perché attira attenzione. “Va sempre mantenuta la serenità di fondo - aggiunge - e poi bisogna sapere come usarli, certi mezzi”. Ma sulla bilancia i lati positivi superano quelli negativi: “È capitato che nei messaggi arrivassero insulti, o anche di peggio, ma, se dovessi soppesarle, le cose positive sono state il 90% e quelle negative il 10%. Melania sa come deve approcciarsi”. Costruendo anche una bella corazza: “Partiamo sempre dal presupposto che una partita di tennis non è una malattia. Vincere o perdere non fa questa gran differenza, è la natura del gioco. E poi c’è sempre da imparare. Io per esempio, continuo a studiare e seguo dei corsi per stare al passo con Internet e con il mondo social”. Tenere il passo, per Melania, significa anche piazzare obiettivi e provare a raggiungerli. “Il prossimo? Entrare nei tabelloni degli Slam junior e fare un po’ di attività Pro”, rispondono in coro lei e il suo allenatore.

Tre titoli Itf
Intanto si riparte dai bilanci dell’anno appena chiuso. “È stato un anno positivo, anche se mi sono dovuta fermare per qualche infortunio. Ma sono stati guai di poco conto, quindi posso ritenermi soddisfatta. Anche perché qualche soddisfazione me la sono tolta”. Sì, perché nel corso del 2017 sono arrivati tre titoli Itf, uno di grado 4 (a Kranj, Slovenia) e due di grado 5 (al Cairo, in Egitto). “Ma adesso quello che conta davvero - aggiunge Bertoldero - è crescere, migliorare giorno per giorno”. E così anche qualche piccolo stop si è trasformato, attraverso gli occhi del coach, in un’opportunità: “Abbiamo sfruttato anche quelle pause per lavorare sotto tutti gli aspetti. All’inizio dell’anno avevamo in programma di fare 18 tornei, alla fine sono stati meno”. 13 per la precisione, ma da lì sono arrivati tanti punti, abbastanza per chiudere l’anno da n.170 al mondo Under 18, tra le prime 10 italiane (l’unica classe 2002 insieme alla campana Federica Sacco).

delai 1Preparazione continua
“Melania è una giocatrice equilibrata, che sa bilanciare nel proprio modo di stare in campo fisico, testa e tecnica”, spiega Bertoldero. “Mi piace lottare in campo, sono una guerriera, una che non molla mai”, aggiunge lei. Una caratteristica che fa molto comodo anche in allenamento: “Oltre alle grandi qualità fisiche, Melania si allena sempre con grande convinzione e intensità”, racconta mamma Monica. “Anche perché in questa fase ci consideriamo sempre ‘in preparazione’, 12 mesi all’anno”, fa eco Bertoldero. Niente ‘pre-temporada’ in senso classico quindi: “Lavoriamo sempre per migliorare, anche durante i tornei è capitato che ci allenassimo anche sugli aspetti tecnici”. Con l’idea di affinare colpi e armi: “Credo sia giusto così - spiega Melania - perché sono molto giovane e ci sono tante cose ancora da migliorare”. Le giornate sono lunghe, dalle 6.30 del mattino fino alle 8 di sera. “Una bella colazione, gli allenamenti, il pranzo, la sessione pomeridiana e poi lo studio”, spiega Monica. Melania fa il secondo anno del liceo linguistico: “Ovviamente da privatista, perché in Italia il sistema scolastico non sostiene né incentiva chi fa sport a certi livelli, non fosse altro che per il tetto massimo di assenze consentite. Così Melania studia tutti i giorni con un insegnante dedicato”.

Libri e X Factor
Tra una sessione in campo, una in palestra, lo studio e la cura dei propri profili social, la sera arriva in fretta. Il tempo libero è fatto di musica - “Mi piacciono tutti i generi, non ho un cantante preferito” - o di libri: “Certo, mi piace anche frequentare i miei amici e rilassarmi”. Magari guardando X-Factor: “Sono una grande fan, ho seguito tutte le puntate quest’anno. Non avevo un ‘preferito’, mi piace il programma”. Come un vero e proprio favorito non ce l’ha nemmeno sul campo da tennis: “Federer è un grande, ma ammiro molto anche Nadal, che è un’ispirazione con quella sua voglia di lottare e combattere sempre. E poi mi piacciono Del Potro e Dimitrov”. Insomma Melania è eclettica, nel tennis e nelle preferenze. Perfino quelle sulle superfici: “Mi adatto a giocare dappertutto”; e sui colpi: “Il rovescio è quello che mi viene più naturale, però sto migliorando anche dal lato del diritto”. Da dove arrivano sempre più punti. Punti nei match e punti per il ranking: “Ma - sottolinea mamma Monica - noi diciamo sempre che i punti oggi vanno visti come quelli del fustino del detersivo. Quelli importanti verranno in futuro”.