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Il passaggio da junior a Pro è sempre stato delicato. Adesso ci sono anche i numeri a dimostrare come sia necessario raggiungere certi standard per arrivare (e rimanere) nel tennis di vertice. Specialmente per quanto riguarda il servizio

di Massimiliano Brocchi, I.S.F. R. Lombardi – foto Getty Images

zverevGuardando i dati che il grande analista americano Craig O’Shannessy ha prodotto in questi anni di studio del tennis di alto livello, si può notare che circa il 69% dei punti che si giocano nel circuito professionistico su tutte le superfici si conclude entro il 4° colpo e che ben il 70% dei servizi viene ribattuto con delle velocità medie che variano dai 97 km\h per le risposte alla prima palla, ai 110 km\h per le risposte alla seconda palla. Risulta evidente quindi che questi due colpi oggi si possono considerare a tutti gli effetti non colpi di inizio gioco, ma di fine gioco.

Facendo riferimento al tennis maschile, c’è una netta differenza di punti vinti in risposta tra il circuito junior e il circuito pro. Questo si può spiegare prendendo in considerazione la differente interpretazione del servizio da parte delle due categorie di giocatori. Nel circuito giovanile maschile la percentuale di punti vinti in risposta è maggiore rispetto al circuito pro, in quanto i giocatori di alto livello fanno maggiore affidamento sul servizio e mirano a guadagnare più punti diretti con questo colpo. Se nel circuito pro, l’obiettivo è finire il punto con il servizio, nel circuito junior l’obiettivo è quello di iniziare il punto con il servizio, lasciando dunque più chance a chi risponde. Un’altra differenza è il posizionamento del ribattitore. I giocatori del circuito pro rispondono con i piedi molto vicini alla riga di fondo campo, per non concedere un ulteriore vantaggio in termini di spazio all’avversario, cercando anche di sottrarre tempo tra il servizio e il terzo colpo.

In conclusione si può affermare che in passato non è stata data la giusta importanza al servizio e alla risposta, o meglio non è stata data la giusta identità tattica a questi colpi, con il passare degli anni però questa mentalità sta cambiando. E i numeri lo dimostrano.

Un profilo ideale - Anche grazie all’aiuto di strumenti di analisi della prestazione oggi si può tracciare un profilo ideale di prestazione del tennista moderno. Gli studi citati di Craig O’Shannessy ci suggeriscono che un giocatore che esce dalla categoria junior dovrebbe avere raggiunto i seguenti valori quando è al servizio.

Riferimento Obiettivo
Prima palla in campo 60%
Punti vinti con la 1a 70%
Punti vinti con la 2a  50%
Game di servizio vinti 80%
Palle break salvate 60%

È dimostrato che con questi valori medi un atleta potrà contare su un rendimento al servizio molto proficuo e sarà sicuro di interpretare questo colpo come un colpo risolutore e non interlocutore dello scambio.

foto primi