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Le analisi relative al 2017 lo dimostrano. Nel tennis di vertice i colpi decisivi sono i primi. Servizio e risposta fanno vincere le partite, anche tra i giovani.Vediamo gli studi di Craig O’Shannessy, ora match-analyst del team Djokovic

di Massimiliano Brocchi - I.S.F. R. Lombardi – foto Getty Images

foto rogerNel tennis moderno i colpi che rivestono un’importanza determinante sono sicuramente il servizio, la risposta e i due colpi successivi. Proprio come è stato dimostrato dagli studi di Craig O’Shannessy, super esperto di match-analysis oggi nel team di Novak Djokovic. Circa il 70% dei punti che si giocano in un match tra “Pro” si conclude entro il 4° colpo. Il punto di partenza dunque, per potersi avvicinare al tennis di alto livello (e rimanerci) è rappresentato dai primi due colpi, il servizio e la risposta.
La capacità di un giocatore di indirizzare e rendere imprevedibile al proprio avversario il servizio, l’essere in grado di generare velocità e complessità di palla mantenendo una buona percentuale di servizi in campo, sono delle variabili chiave per vincere un match o prevederne l’esito. Inoltre è importante produrre servizi efficaci nei momenti decisivi. Alcuni punti durante la partita hanno un’importanza relativa maggiore, per esempio le palle break o i punti precedenti che hanno permesso di raggiungere una palla break. Questo, dicono i numeri, ha fatto la differenza nel 2017. Una tendenza buona anche per il 2018.

Oltre 200 all’ora
Negli ultimi anni osservando il tennis di vertice si può facilmente notare, anche senza leggere le varie statistiche, che ormai tutti i giocatori sono dotati di un gran servizio indipendentemente dalle loro caratteristiche di gioco, con velocità che superano sempre i 200 km\h nella prima palla e i 170 km\h nella seconda. Per questo motivo il colpo che ha subito una evidente crescita di prestazione è sicuramente la risposta. La tabellina qui sotto ci dimostra come già nel 2004 erano ben 104 i giocatori che avevano raggiunto la velocità 210 km\h al servizio, oggi tutti i giocatori classificati nelle prime 100 posizioni Atp sono in grado di raggiungere tranquillamente quella velocità.
Oggi si parla molto di “Next Gen”, cioè di quei ragazzi tra i 18 e i 21 anni che ricoprono già posizioni di rilievo nella classifica mondiale. Proviamo a osservare attraverso qualche statistica come hanno gestito nel 2017 il servizio e la risposta queste giovani promesse e cerchiamo di trarre delle considerazioni su quelli che possono oggi essere definiti come gli indicatori di performance per questi due colpi.

tabella 1

I grandi battitori
I grandi battitori come Isner, Karlovic, Raonic, Federer hanno percentuali di prime di servizio che oscillano tra 61,7% e 70,1%, Nonostante ciò riescono a ottenere punti con la prima di servizio intorno all’80% delle volte, solo Nadal ha una percentuale nettamente inferiore, 72%. I punti realizzati con il servizio scendono intorno al 52%/56% se prendiamo in considerazione la seconda di servizio.
I giovani talenti del tennis mondiale abbiano percentuali molto simili a quelle dei top player, discostandosi leggermente solo per quel che riguarda le percentuali di punti ottenuti con la prima palla di servizio, che come abbiamo visto nei top players si aggira intorno all’80% mentre nei Next Gen è circa del 73%. Anche il numero medio di ace a match risulta ancora leggermente inferiore alla media dei migliori battitori, solamente Zverev osservando la tabella ha dei valori nettamente più elevati rispetto ai suoi coetanei. E questi dati confermano la miglior classifica che il giocatore tedesco ricopre.

foto rafaLa risposta al servizio
Negli anni lo sviluppo di questo colpo è andato sempre più specializzandosi sia dal punto di vista della tecnica sia dal punto di vista delle strategie di gioco sostanzialmente per tre motivi, vale a dire aumento di velocità del servizio, aumento dell’altezza del rimbalzo della palla e maggior specializzazione dei giocatori nella gestione del servizio. Tutto questo ha portato a lavorare in maniera sempre più specifica sulla risposta.
L’aumento di velocità del servizio si traduce in minor tempo a disposizione per il ribattitore, che ha dovuto sviluppare preparazioni sempre più ridotte e veloci per far fronte a questo problema. L’aumento dell’altezza del rimbalzo della palla invece ha comportato lo sviluppo delle capacità di anticipo, di esplosività e reattività anche da altezze molto elevate.
Analizzando le tabelle riguardanti i migliori battitori e i migliori ribattitori possiamo già trarre una conclusione significativa: tra i migliori ribattitori troviamo giocatori che si assestano tra le prime tre posizioni del ranking mondiale Atp mentre tra i migliori battitori questo non succede. Per trovare un giocatore nelle prime cinque posizioni del ranking mondiale dobbiamo scendere alla 4a piazza di Roger Federer. Questo a dimostrazione del fatto che sia più importante per un giocatore moderno avere un’ottima tecnica di ricezione piuttosto che avere un servizio superlativo.