Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Obiettivi? “Centrare in fretta le qualificazioni dei major”. Con Matteo Berrettini e Quinzi 'fuori quota', sarà il pugliese a guidare la pattuglia azzurra degli Under 21 nel 2018. “Lavoro duro per costruire una grande stagione”

di Alessandro Nizegorodcew

pellegrino 1“Sono cresciuto molto nei colpi di inizio gioco e nella gestione del match, mi aspetto un grande 2018”. Tennis completo, ottimo fisico e una grande voglia di spiccare il volo, Andrea Pellegrino è il ‘Next Gen’ azzurro di riferimento per la stagione 2018. Vent’anni, attualmente al numero 355 Atp, il pugliese è il classico giocatore a tutto campo, capace di disimpegnarsi al meglio sia in fase offensiva che difensiva adattandosi a ogni tipo di superficie. “Giocherei il match della vita su terra battuta o cemento outdoor, ma anche indoor mi trovo bene e mi diverto molto”, ha confermato. Al Challenger di Andria (l'ultimo torneo italiano del calendario Atp), grazie al raggiungimento dei quarti di finale, Pellegrino è arrivato al best ranking e l’anno prossimo, con pochi punti da difendere nella prima parte di stagione, avrà modo di scalare ancor di più le classifiche.

I voti alla stagione
Andrea Pellegrino nasce il 23 marzo 1997 a Bisceglie, comune a pochi chilometri da Andria e Barletta. Il tennis entra nella sua vita all’età di 3 anni, quando il papà-maestro Mimmo gli mette in mano la prima racchetta. “Ho iniziato a raggiungere i primi risultati di rilievo intorno ai 12-13 anni - racconta Andrea - e, dai 14-15 in poi, sono cresciuto molto conquistando anche il Torneo Avvenire di Milano, tra i più importanti eventi under 16 al mondo”. A livello Itf under 18 il pugliese raggiunge il best ranking al numero 27 nel 2015, quando trionfa nel prestigioso evento di grado 2 di Santa Croce. “I ricordi più belli sono legati ai tornei dello Slam, mentre ho probabilmente espresso il miglior tennis sulla terra sudamericana”. Proprio sul rosso quest’anno sono giunti due titoli consecutivi a Santa Margherita di Pula, che hanno permesso a Pellegrino di ottenere punti e fiducia. “Credo di essere cresciuto molto sotto l’aspetto mentale - confida ancora il nativo di Bisceglie - e nei momenti decisivi riesco ad affrontare al meglio difficoltà e insidie. Alla mia stagione do un buon 7,5, sono soddisfatto ma consapevole di poter fare di più”.

pellegrino 2Da Castrichella a Silvestre
Andrea Pellegrino è cresciuto, sin da giovane, sotto l’egida della Fit e, attualmente, del ‘Progetto Over 18’ capeggiato da Umberto Rianna. Dopo alcune stagioni vissute insieme a coach Gabrio Castrichella, il pugliese è ora seguito da Daniele Silvestre, tecnico di ottima esperienza. “La decisione è giunta a fine estate e, durante le qualificazioni a Basiglio, ero già insieme a Silvestre. L’esperienza alle Next Gen Finals è stata bellissima, sia in campo che fuori. Tra le nuove regole sperimentate devo dire che non mi dispiace affatto il set a 4 game. L’under 21 che preferisco? Dico Denis Shapovalov senza ombra di dubbio, un vero e proprio fenomeno. So di essere uno dei favoriti del 2018 per la conquista della wild card next gen, ma in questo momento non voglio pensarci”.

Un 2018 da protagonista
La prossima annata può rappresentare il salto di qualità per Pellegrino, che si destreggerà con sempre maggiore continuità con il livello Challenger. “Spero di raggiungere il prima possibile i Top 250 Atp, così da poter prender parte alle qualificazioni di tutti i tornei del Grande Slam. Negli ultimi mesi ho acquisito fiducia e consapevolezza, grazie a importanti miglioramenti. In questi giorni ho iniziato una lunga preparazione che durerà sino a Natale, per poi riprendere e proseguire per tutto il mese di gennaio”. Verso un 2018 tutto da giocare.

Gli altri italiani in rampa di lancio
Sono molti i giovani azzurri, dalla classe 1997 in poi, pronti a dare battaglia nella stagione 2018. Il primo nome che salta agli occhi è quello del ‘romano d’America’ Liam Caruana, classe ’98, che ha impressionato gli addetti ai lavori nel finale di stagione. “Andrò in Australia insieme a mio padre Max a inizio stagione - ha detto Caruana - anche se ancora non ho la classifica per disputare le qualificazioni a Melbourne, ma è giusto iniziare a prendere confidenza con le condizioni di gioco anche nei Futures e nei Challenger”. Altri due classe 1998 sono pronti a salire: si tratta dei laziali Gian Marco Moroni e del reatino Riccardo Balzerani. Il primo, allievo di Cristian Brandi e di Riccardo Piatti, è cresciuto molto negli ultimi mesi sono l’aspetto psico-fisico, mentre Balzerani sta lavorando con grande intensità sotto l’egida di Fabio Gorietti alla Tennis Training School di Foligno.