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Shot-clock e riscaldamento ridotto sono le prime Innovazioni sperimentate alle Finals di Milano a entrare ufficialmente nel circuito. E lo faranno dal primo palcoscenico Slam dell’anno. Che propone altre novità importanti

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

focus 1È già arrivato l’effetto Next Gen. Il tennis cambia, matura, si migliora. La prima edizione delle Atp Finals riservate agli Under 21 ha ispirato alcuni importanti cambiamenti che entreranno in vigore già a partire dai prossimi Australian Open. Il board dei tornei dello Slam, che fanno capo all’Itf (la Federazione Internazionale) ha approvato alcune modifiche sostanziali a tutto ciò che ruota attorno al match senza, per il momento, intervenire sulle vere e proprie regole del gioco. Shot-clock, riscaldamento veloce e, dal 2019, riduzione delle teste di serie. La curiosità, oltre all’applicazione delle nuove norme, sarà capire se e quando l’Atp, che ha sperimentato le nuove regole durante le Next Gen Finals, introdurrà questi cambiamenti anche nel proprio circuito.

Arriva lo shot-clock
La prima e importante novità riguarda l’inserimento dell’orologio a bordo campo che, dopo ogni punto, effettuerà un countdown di 25 secondi. Il cambiamento, a livello Slam, è radicale, poiché sino a oggi i giocatori avevano a disposizione 20 secondi tra un ‘15’ e l’altro. Il test effettuato durante le qualificazioni degli ultimi Us Open e, ancor più rilevante, nel corso delle Atp Next Gen Finals, ha dato esito positivo e l’introduzione sarà immediata. “La norma dello shot-clock è assolutamente corretta - spiega Thomas Fabbiano, numero 72 Atp - anche se non credo cambierà molto.

focus 2Anzi, in realtà negli Slam avremo 5 secondi in più rispetto al passato e questa è una buona notizia”. Parere favorevole, anche se con qualche riserva, per Salvatore Caruso, che a Melbourne disputerà le qualificazioni. “Sono d’accordo sull’orologio in campo - racconta il n.204 al mondo - anche se in parte credo abbia ragione Nadal: un conto è giocare sul veloce indoor con scambi abbastanza brevi, un altro è farlo 3 set su 5 in Australia sotto il sole cocente”. “Troppi giocatori vanno oltre il tempo stabilito - spiega invece Alessandro Giannessi - ed è quindi un cambiamento assolutamente condivisibile”.

Sette minuti e si parte
Anche il riscaldamento subirà un’importante modifica. Dal momento dell’ingresso in campo al primo punto del match passeranno al massimo sette minuti, così suddivisi: una volta in campo, i giocatori avranno 60 secondi per iniziare il vero e proprio riscaldamento e, terminati i 5 minuti, potranno usufruire di un ulteriore minuto prima di iniziare il match. Un warm up ridotto per agevolare spettatori e televisioni. “Sono d’accordo con la riduzione del tempo a disposizione per il riscaldamento”, spiega Andrea Arnaboldi, grande protagonista al Roland Garros 2015. Anzi, il lombardo si spinge oltre: “Le Next Gen Atp Finals hanno introdotto anche il ‘no let’, che mi piacerebbe veder applicato pure nel circuito”.

zverevDal 2019 si torna all’antico
Una delle novità maggiormente rilevanti, seppur non mutuata dalla formula Next Gen, riguarda il dimezzamento delle teste di serie, da 32 a 16, che verrà introdotto sempre agli Australian Open tra un anno. Si tratterà di un salto indietro nel passato di ben 19 anni: l’ultimo Slam disputato con la formula delle 16 teste di serie fu a New York nel 2000. In questa maniera, teoricamente, vi sarà la possibilità di assistere a primi turni più competitivi. Stante l’attuale classifica, a Melbourne potrebbero essere sorteggiati primi turni come: Federer-Nishikori, Nadal-Kyrgios o Dimitrov-Raonic.

Rivoluzione Prize Money
Nelle ultime annate i tornei dello Slam hanno visto in scena, nei match di primo turno, tennisti visibilmente infortunati scesi in campo solo per potersi accaparrare l’ingente assegno loro riservati. Anche in questo caso si è provato a correre ai ripari, dividendo in parti uguali il prize money del 1° turno tra il giocatore che si ritira dopo le ore 12 del giovedì antecedente al torneo e il tennista che entra in main draw come lucky loser. “Regola più che corretta - sottolinea ancora Giannessi, attuale n.155 Atp - così chi sta male potrà lasciar spazio a un giocatore in grado di esprimersi al meglio. Così guadagnano sia lo spettacolo per il pubblico che la regolarità dei match”.