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In contemporanea con il Challenger Atp di Brescia e sugli stessi campi (campo Centrale da 2.500 posti compreso) gli amatori qualificati da tutta Italia si sono giocati i titoli di fine anno. In un’atmosfera unica...

da Brescia, Claudia Pagani

foto ferrariGente comune, amatori speciali. Venerdì 17 e sabato 18 in concomitanza con le fasi finali degli Internazionali di Brescia, challenger Atp da 43 mila euro di montepremi, il centro sportivo San Filippo ha ospitato anche il master finale del circuito amatoriale Fit-Tpra che ha visto impegnati 36 giocatori suddivisi in otto categorie, per un totale di 26 incontri giocati sui campi in sintetico indoor. Gente comune, si diceva, proveniente da tutta Italia, per godersi il frutto di una stagione di sacrifici e successi. Persone arrivate fino a questo punto per vivere un’esperienza indimenticabile, per una volta al fianco dei Pro, e condividere la stessa grande passione per il tennis con tutto il gruppo dei Fighters.
“Giocare le Awt Finals - racconta Mauro Spadolini, 40 anni da Pescara e 366 incontri all’attivo nel circuito, qualificato nel tabellone Limit 65 - è un sogno che si realizza, perché erano anni che ci provavo. Prendere un aereo per andare a giocare un torneo, proprio come i professionisti, per noi amatori è una bella emozione, così come alloggiare nel loro stesso hotel, osservarli mentre fanno colazione, fermarli per delle foto”.

foto pelloneChe trasferta!
C’è chi è giunto a Brescia in gruppo, il più numeroso quello proveniente dalla Sicilia, chi condividendo il viaggio in auto con gli amici, come hanno fatto il duo torinese Ruello e Ghione o la comitiva della Campania, o ancora quella del Lazio. C’è poi chi ha approfittato di questa occasione per fare una gita con tutta la famiglia dall’Emilia Romagna o dalla Lombardia. E c’è anche chi, come Giada Franconeri (nella foto a destra), 37 anni di Lamezia Terme (Cz), qualificata nella categoria Next Gen, ha viaggiato da sola. Ma sola non lo è stata mai perché ha trovato subito una calda accoglienza. Partita alle 5 di mattina per essere in campo alle 5 di sera, ha sicuramente affrontato tanti chilometri, poche ore di sonno, zero game (purtroppo è stata sconfitta all’esordio per 9-0 dalla trapanese Giuseppa Monaco vincitrice del titolo). Ma ne è valsa la pena, come lei stessa dichiara.
“Credo sia stata un’esperienza unica nel suo genere, eccitante fin dall’arrivo in stazione, dove sono stata attesa dalla transportation ufficiale degli Internazionali di Brescia. Una volta arrivata al circolo San Filippo è stato un tripudio di emozioni: l’inaspettata calorosa accoglienza degli altri fighters, l’ansia della partita, la gioia di poter assistere ai match dei Pro. La mia partita - ha aggiunto - non è andata bene, ma non mi aspettavo troppo dal punto di vista tennistico, sapevo che avrei incontrato tenniste agguerrite. E io ho iniziato a giocare da poco più di tre anni, sono architetto, non ho molto tempo libero, ma la mia ora settimanale di tennis non me la toglie nessuno. Ho scoperto il circuito Fit-Tpra nel 2013, ma non c’erano ancora tornei al Sud Italia, il mio primo match è stato a gennaio 2017, quando tramite il promoter di zona ho scoperto che si stava muovendo qualcosa anche in Calabria”. Il bilancio della trasfertona dunque resta comunque positivo: “Stanchezza e sconfitta sono state velocemente cancellate dalla simpatia e dalla gentilezza del gruppo, che si è dimostrato molto unito e che mi ha permesso di passare nel complesso un fantastico week-end”.

foto intervistaIntervistati come i pro
Tanti sono i momenti da ricordare vissuti a Brescia, dove il circuito Fit-Tpra è nato nel 2007 da un’idea di Max Fogazzi e dove è tornato col master finale per celebrare il decennale, dopo aver raggiunto traguardi da capogiro superando i 38.000 iscritti. Gente comune si diceva, storie ordinarie di giocatori amatoriali che per un fine settimana hanno vissuto da campioni, seduti al ristorante del centro sportivo e intervistati dai microfoni di SuperTennis come vere celebrità. Così è stato per Marco Morganti (foto qui sopra), l’avvocato romano che - seppur sconfitto nella finale del limit 45 dall’amico Alessandro Valente - si è goduto in compagnia della moglie Francesca Morrone, anche lei fighter appassionata, due intensi giorni di tennis e allegria, riuscendo a non pensare al problema dell’auto in panne proprio all’arrivo a Brescia.
Trattare gli amatori esattamente al pari dei professionisti significa lasciare seduti in tribuna ad attendere il loro turno per una sessione d’allenamento Andrea Pellegrino (nella foto qui sopra a destra) ed Enrico Dalla Valle, due dei più interessanti giovani azzurri, perché sul Campo 3 del Centro Sportivo San Filippo si stanno sfidando due tennisti amatoriali giunti in Lombardia per aggiudicarsi il titolo nella categoria Next Gen, il piemontese Marco Ruello e il siciliano Annibale Chiriaco, futuro vincitore.

Il bottino siciliano
foto tabelloniTra i protagonisti del Master va citato giustamente l’intero gruppo proveniente dalla Sicilia e guidato dall’Area Manager Martino Gramignano, che riporta sull’isola numerosi titoli. Maria Gorgone si è aggiudicata l’Open femminile in una finale interrotta sul 6-5 in suo favore a causa del ritiro dell’avversaria, Annamaria De Bortoli. Colpa di un infortunio al piede durante il match. Giusto per non far mancare neppure a queste Finals il colpo di scena di un ritiro, proprio come è successo per Rafael Nadal a Londra. “Addio sogni di gloria - ha detto Annamaria laconicamente - ma cerchiamo il lato positivo, quando mai mi capiterà di avere un giovanotto così ai miei piedi?”, riferito al fisioterapista ufficiale del torneo che si è preso cura di lei proprio come avrebbe fatto per un professionista del circuito.
Anche il titolo Next Gen femminile 2017 finisce in Sicilia, più precisamente alla trapanese Giuseppa Monaco che riesce a sconfiggere sul finale (9-7) proprio la conterranea Gorgone. Tra i maschi, sempre nella categoria Next Gen, Annibale Chiriaco fa suo il titolo vincendo un altro derby con Fabio Filippazzo sempre per 9-7.
Non basta: anche nei doppi i siciliani fanno incetta di titoli aggiudicandosi sia il maschile che il misto. Nella prima competizione, Domenico Savasta e Salvatore Cammarata hanno superato la coppia di amici napoletani Gennaro Pagano e Sergio Somma, apparsi un po’ sotto tono anche a causa di qualche problema fisico (9-3). Nel misto, lo stesso Savasta in coppia con Cinzia Abbruscato, si aggiudica un altro titolo battendo per 9-5 nella finale che chiudeva il programma dei match la coppia lombarda Leggieri-Pagani.

foto awt 2Successo doppio
“Il circuito di doppio misto nella stagione 2017 ha davvero brillato e ha generato una competizione avvincente, divertentissima e di altissimo livello, complice anche il fatto che tantissimi affezionati per motivi di classifica agonistica non potevano più partecipare al singolare”. Parola di Max Fogazzi. “Per questo motivo la Fit ha deciso di premiare la categoria aumentando, a poche settimane dal via del Master, il numero di coppie partecipanti passando da 2 a 4 (il che vuol dire 8 persone in più)”. Decisione che ha portato i suoi frutti, come sottolinea Fogazzi: “È stata un’idea grandiosa perché la possibilità di vedere ben quattro formazioni in campo, con team del calibro di Husband/Bohnert, Lamanna/Iovino, Leggieri/Pagani e la coppia dei campioni Savasta/Abbruscato ha fatto crescere in molti la voglia di cimentarsi in questa splendida specialità”.

Ferrari vince l’Open
Il titolo del limit 65 è andato invece in Piemonte grazie alla vittoria di un concentratissimo Davide Ghione che è riuscito a rimontare una rocambolesca semifinale contro Peretti e a vincere la finale per 9-5 tenendo sotto controllo il potente Domenico Pellone. Ad Orte invece la coppa del Limit 45, categoria nella quale ha primeggiato Alessandro Valente. Infine ad aggiudicarsi il titolo più ambito, quello dell’Open maschile, è stato Daniele Ferrari (in campo nella foto qui sopra a destra), appassionato milanese che sul Campo Centrale - un palazzetto da 2.500 posti - ha mostrato un tennis solido e un rovescio che vorrebbe ricalcare quello di Novak Djokovic. È lui il campione 2017 delle Awt Finals. Il suo gioco irresistibile, preciso e solido ha avuto la meglio su avversari di grandissimo livello e, in finale, nemmeno la rivelazione del torneo Vincenzo Albanesi ha potuto tenere botta.
Ma i complimenti vanno a tutti i 36 partecipanti alle Finals, perché quando si parla di circuito Fit-Tpra a festeggiare non sono solo i vincitori, ma anche gli altri partecipanti. Perché più di tutto conta esserci, divertirsi e stare insieme. Queste sono le AWT Finals. Questo è il Tpra.