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Chung, Khachanov, Coric e gli altri nati nel ‘96 non potranno tornare alle Next Gen Atp Finals. Con Shapovalov e Rublev, chi dovremo aspettarci? In rampa di lancio ci sono Tsitsipas, Tiafoe, Fritz, Moutet e tanti altri...

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

tsitsiL’eco delle Atp Next Gen Finals non si è ancora smorzata. Ma lo sguardo è già rivolto all’edizione 2018, della quale faranno parte i tennisti nati dalla classe 1997 in poi. Non rivedremo più nessuno dei nati nel ‘96, compreso il vincitore coreano Hyeon Chung. Quali potrebbero essere i protagonisti l’anno prossimo in quel di Milano? Chi avremo la possibilità di ammirare dal vivo e in televisione a darsi battaglia nella seconda edizione dell’innovativo evento milanese? Tra i partecipanti della prima edizione hanno l’età giusta per essere presenti soltanto il canadese Denis Shapovalov (classe 1999) e il finalista russo Andrey Rublev (classe 1997).

Tsitsipas e gli americani
Nel 2017 il greco è stato presente a Milano in qualità di “alternate”, disputando una bellissima esibizione con Alexander Zverev nella giornata inaugurale e dando prova di ottima spigliatezza nell’intervistare i suoi coetanei durante la conferenza stampa di presentazione. Autore di un finale di stagione straordinario, che l’ha visto giungere in semifinale nell’Atp 250 di Anversa, il classe ’98 greco dallo splendido rovescio a una mano sarà con ogni probabilità grande protagonista dell’edizione 2018.

fritzTaylor Fritz e Frances Tiafoe sono andati vicini alla qualificazione già nel 2017, ma sono rimasti fuori all’ultimo per poche posizioni nella Race to Milan. Fritz ha vissuto una stagione travagliata tennisticamente, influenzata anche dalla nascita del primogenito, ma il 2018 potrebbe essere finalmente il suo anno. Tennista potente, grande dritto e ottima capacità di giocare al meglio i punti importanti, è già tra i favoritissimi per un futuro posto a Milano. Frances Tiafoe, classe ’98, è tra i ‘next gen’ più spettacolari visti all’opera in stagione. Sa esaltarsi ed esaltare il pubblico a suon di accelerazioni a tutto braccio di rara potenza e colpi di pura sensibilità. Altri giovanissimi ‘yankee’ potranno tentare la qualificazione: Stefan Kozlov, talentuoso classe ’98 di origine macedone, ma anche il gigante Reilly Opelka, il solido Tommy Paul e Michael Mmoh, 19enne che ha avuto una buona crescita negli ultimi mesi.

moutetMoutet e Blancaneaux, i gemelli diversi francesi
La Francia non ha portato alcun giocatore alle Next Gen Finals ma il 2018 potrebbe essere l’anno giusto per fare l’esordio a Milano. Anzi, un doppio esordio: merito di Corentin Moutet e Geoffrey Blancaneaux. Mancino, minuto e talentuoso il primo; una sorta di robot che non sbaglia mai tatticamente l’altro. Due tennisti molto diversi ma dal medesimo potenziale, che hanno già iniziato a farsi notare da appassionati e addetti ai lavori. Moutet, in particolare, a suon di rovesci lungolinea e smorzate imprendibili, ha portato a casa già a 18 anni il suo primo titolo Challenger sul veloce indoor di Brest (ed è arrivato in finale a Como partendo dalle qualificazioni).

augerAuger-Aliassime va veloce
Non solo Denis Shapovalov. Il Canada è pronto ad abbracciare il secondo grande talento con foglia d’acero. È Felix Auger-Aliassime. Nato l’8 agosto 2000, nello stesso giorno (ma 19 anni dopo) di Roger Federer, il giovanissimo canadese ha già conquistato due titoli Challenger (Lione e Siviglia) e si candida a ruolo da predestinato del circuito Atp. Tennis solido ma spettacolare, fisicamente già piuttosto prestante e tecnicamente molto completo, il nativo di Montreal è il degno compagno di squadra di Shapovalov, col quale potrà formare un duo di altissimo livello anche in ottica Coppa Davis.

Bublik e gli altri
Chi sostiene che i giovani tennisti del circuito giochino tutti nella stessa maniera non ha mai visto in campo Alexander Bublik. Il kazako, classe 1997, adotta uno stile di gioco completamente folle, rischiando su ogni palla sin dal servizio, rappresentando per certi versi una sorta di nuovo Dolgopolov: rovescio piatto, smorzate che tornano indietro e volée impensabili: esalterebbe il pubblico di Milano 2018. Ma se Bublik può essere definito un novello Dolgpolov, dall’altra parte dell’arcobaleno c’è Akira Santillan. Quello che probabilmente più si avvicina al connazionale Nick Kyrgios. Personalità straripante, colpi potentissimi e talento da vendere, il classe ’97 australiano - ma nato a Tokyo - è già pronto a stupire provando a costruire un tennis più razionale e concreto. E poi c’è Casper Ruud, che pareva dovesse partecipare già quest’anno. Una brutta seconda parte di stagione gli ha impedito di riuscirci. Il classe ’98 norvegese, figlio dell’ex professionista Christian Ruud, vanta un dritto di primissimo ordine e un servizio di ottima fattura. La semifinale nell’Atp 500 di Rio de Janeiro aveva fatto presagire un’esplosione immediata, ma - come è normale - Casper ha dimostrato di aver bisogno di qualche stagione in più per arrivare lassù in alto.

L’Italia con Pellegrino e Caruana
Con Gianluigi Quinzi e Matteo Berrettini (entrambi classe 1996) fuori dai giochi, Andrea Pellegrino e Liam Caruana saranno i due italiani sui quali fare affidamento nella Race to Milan 2018. Il pugliese, classe ’97, ha vissuto un ottimo finale di stagione mentre il classe ’98 Caruana, tra piazzamenti futures e buone prestazione in Serie A1 sta palesando un’incredibile crescita. Non vanno dimenticati ovviamente i giovanissimi Gian Marco Moroni e Riccardo Balzerani, già protagonisti delle qualificazioni Next Gen 2017.