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Il movimento è in crescita e la Federtennis lancia il Circuito Nazionale di Tennis in Carrozzina Lab 3.11, una serie di tornei (con il sostegno economico della stessa Fit) da almeno 1.000€ di montepremi. Con tanto di master finale

di Gabriele Riva

wheel 1Una crescita continua. Gli indicatori parlano chiaro: l’Italia del tennis in carrozzina è una realtà solida e sempre in risalita. Ma adesso arriva un’altra bella iniezione: “Per crescere ancora di più e dare la possibilità a più giocatori di cimentarsi in gare ufficiali e salire di livello”. È questa la filosofia che sta dietro all’introduzione del 1° Circuito Nazionale di Tennis in Carrozzina Lab 3.11. E sono proprio le parole del responsabile del settore Wheelchair in Italia, Gianluca Vignali, a confermarlo. “Abbiamo considerevolmente aumentato il numero di tesserati, specialmente nell’ultimo anno e mezzo - spiega -. Stiamo parlando di un incremento che si aggira attorno al 30% e dunque abbiamo sentito l’esigenza di offrire a tutti questi atleti la possibilità di competere in un circuito nazionale”. I tornei del circuito dovranno necessariamente avere, a fronte di una quota d’iscrizione massima di 35€, un montepremi minimo di 1.000€ (“ma considerando il panorama dei tornei già esistenti dovrebbero esseri tutti superiori a quella cifra”, precisa Vignali) e dovranno prevedere tutte le categorie, cioè maschile, femminile e quad. Tutti i tabelloni metteranno in palio dei punti che andranno a formare una classifica specifica, interna al circuito (come da tabella qui a destra).

Il ranking e il master
“Si tratta di una classifica parallela a quella nazionale - sottolinea Vignali -. Conteranno solo i punti ottenuti nel circuito e alla fine chi si sarà piazzato meglio si qualificherà, con tanto di ospitalità gratuita, per il master finale”. Che prevederà soltanto gare di singolare. La sede ovviamente è ancora da stabilire: “Ma abbiamo già ricevuto segnali d’interessamento da qualche club”. Il Master, al quale potranno partecipare 8 giocatori nel maschile, 4 nel femminile e 4 nella categoria quad, sarà impreziosito dalla presenza di un super premio finale: una carrozzina sportiva griffata dal title-sponsor del circuito dal valore di diverse migliaia di euro.

Pubblicazione1 LogoL’incentivo Fit fino a 800€
La Federazione Italiana Tennis, al fine di incentivare tutte le società e le associazioni alla partecipazione, a tutti coloro che hanno organizzato negli ultimi tre anni almeno un torneo nazionale offrirà un contributo di 800€, mentre per le società che lo faranno per la prima volta il contributo ammonterà a 400€. Inoltre, per l’organizzazione del Master finale, la Federazione Italiana Tennis riconoscerà un contributo di ben 1.500€.

Gli standard richiesti
Ogni club, per poter ospitare una tappa del circuito deve rispondere a determinati standard. Oltre a quelli tecnici (esposti nel riquadro qui a destra), gli organizzatori dovranno garantire anche un servizio di pronto soccorso. Un dottore, preferibilmente specializzato in lesioni midollari o esperto di disabilità, dovrà essere sempre reperibile. E poi dovrà essere messo a disposizione a prezzi contenuti un servizio di fisioterapia. Inoltre deve essere organizzata, sempre durante lo svolgimento del torneo, una segreteria con personale competente, un direttore di gara e un giudice arbitro riconosciuto dalla Fit. Sarà anche obbligatoria la presenza degli arbitri (nazionali o certificati).
Ma c’è di più. All’organizzazione è richiesto di disporre i trasporti complementari (da e per l’aeroporto e la stazione ferroviaria più vicini), e di farlo con mezzi di trasporto accessibili ai giocatori (macchine, bus). I trasporti devono essere garantiti gratuitamente anche dall’hotel del torneo ai campi e vice-versa, ad orari fissi che garantiscano il regolare svolgimento della competizione. Gli alberghi indicati dovranno essere accessibili a costi contenuti (in base alla località e alla stagione in corso), vicini all’impianto e soprattutto devono rispettare gli standard in termini di accessibilità dei bagni, larghezza delle porte e numero di ascensori in riferimento al numero degli atleti partecipanti. L’organizzazione è inoltre tenuta a predisporre una bacheca informativa presso l’albergo ufficiale della competizione dove vengono divulgate le informazioni principali (tabelloni, orari di gioco e orari delle navette, numeri telefonici di riferimento ecc).

Giù le barriere
Crescita sì, ma la grande opportunità è anche quella di continuare ad abbattere le barriere. Quelle mentali e quelle strutturali. “In Italia abbiamo un gran numero di tornei internazionali organizzati (14), tantissimi per un paese delle nostre dimensioni, ma anche tanti giocatori nel ranking mondiale (50). Questo circuito - sottolinea Vignali - è pensato per i giocatori in fase di crescita e per quelli che ancora non sono pronti per le grandi competizioni internazionali ma che stanno affrontando un percorso”. L’obiettivo è la qualità: “Non cerchiamo un elevatissimo numero di tappe, perché non vogliamo che si creino sovrapposizioni con il calendario degli eventi internazionali o con i campionati italiani - chiude Vignali -. In questa fase non c’è un numero preciso, ma direi che le tappe si aggireranno nell’ordine delle 10-15 al massimo. Così da ottimizzare il numero di tornei con il numero di potenziali giocatori interessati”. D’altronde questo circuito è pensato proprio per loro.