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Nato 15 minuti dopo il gemello Ernest, vinse a 20 anni il primo di 7 titoli consecutivi (1881). Prima icona del serve & volley, per tre volte superò nel challenge round il fratello, insieme al quale formò anche un doppio formidabile

di Alessandro Mastroluca

William Charles RenshawCome uno sguardo gettato al futuro. Ai primi appassionati del tennis delle origini doveva fare questo effetto veder giocare William Renshaw, uno dei primi campioni ad allenarsi tutto l'anno e a giocare con uno stile diverso. Renshaw diventa un'icona del “serve and volley”, e quei suoi scatti così rapidi ed eleganti verso la rete si meriteranno l'etichetta di “Renshaw Rush”. Un'espressione che secondo altre fonti, come la BBC, arriva a identificare per estensione la passione per il tennis che si diffonde in Gran Bretagna grazie alla prima superstar di questo sport.
Nato a Leamington, nel Warwickshire, il 3 gennaio 1861, William si interessa al tennis negli anni al Cheltenham College. A 19, nel 1880 vince l'Irish Challenge Cup ma a Wimbledon si ferma al terzo turno contro Otway Woodhouse.

Il primo Wimbledon vinto
Nel 1881, a vent'anni, Renshaw si ripresenta a Wimbledon e incanta. Nella semifinale del tabellone degli sfidanti batte Lawford al quinto set, dopo aver perso il primo, mostrando un gioco a tutto campo decisamente superiore. Il giorno dopo c'è ancora più pubblico per la finale contro Richardson, che però delude le attese. Renshaw chiude in tre facili set, in meno di un'ora.
renshaw 2Non gli resta che battere il due volte campione in carica, il reverendo John Hartley, l'unico sacerdote che abbia mai vinto Wimbledon, che nel 1879 aveva battuto in finale l'irlandese Vere St.Leger Goold e approfittato della mancata difesa del titolo nel Challenge Round di Frank Hadow, l'inventore del lob.
Gli amici di Renshaw, racconta il Telegraph, ci credono: non hanno mai visto in nessun altro giocatore l'energia negli spostamenti e la sua stessa coordinazione. L'attesa è tale che si svuotano le scorte di fragole con la crema e di gelato, visto il gran caldo. Ma fra gli spettatori in trepidante attesa cominciano a serpeggiare preoccupanti indiscrezioni: Hartley non sta bene, ha avuto un episiodo di quel che allora si definisce “colera inglese”, un violento attacco influenzale con problemi di stomaco. La finale praticamente non esiste. Renshaw trionfa 6-0 6-1 6-1 in 37', è il più breve match per il titolo di sempre.

Tennis semplice ma potente
A vent'anni, Renshaw è il primo campione Slam under 21 della storia del tennis. Il suo servizio, scrive sempre il Telegraph, “non è sempre efficace, perché non sempre riesce a far passare sopra la rete le sue tipiche palle molto tagliate. Ma quando ci riesce, i suoi servizi finiscono molto vicini alla riga e mettono in difficoltà anche il più rapido a reagire”. Mostra, si legge nell'articolo che celebra il suo trionfo, un tennis semplice ma potente, un polso forte e movimenti all'altezza dei migliori. Il suo punto forte rimangono le volée, giocate a velocità sempre crescente che sfiancano gli avversari, e gli smash poderosi con la palla colpita appena scende sopra la rete.
Ai Championships, perderà solo altre due partite in carriera. Vincerà sette titoli, e la regola del challenge round rende praticamente imbattibile il suo record di successi di fila. In tre delle sette finali batte il gemello Ernest, nato 15 minuti prima e di pochi centimetri più alto, con cui forma una coppia di doppio da leggenda.