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L’azzurrino, vincitore di Wimbledon junior e n. 1 del mondo under 18 nel 2013, è tornato sotto i riflettori conquistandosi da combattente la wild card per le Next Gen Atp Finals. Là torna a confrontarsi con giocatori come Chung che una volta batteva e ora sono 250 posti davanti a lui…

di Enzo Anderloni – Foto Getty Images e A. Costantini

afildirete 4117 w3Il fatto che Gianluigi Quinzi sia arrivato in ritardo anche sulla passerella del sorteggio delle Next Gen Atp Finals potrebbe avere un valore simbolico. Mentre la discussa festa in discoteca cominciava e gli altri sette big (che si divideranno oltre un milione e 275 mila dollari di montepremi) affrontavano il red carpet lui stava giocando. E faticosamente rimontando due set di svantaggio a Filippo Baldi nella finale del torneo di qualificazione che allo Sporting Milano 3 di Basiglio metteva in palio la wild card (e i relativi 50.000 dollari) per un torneo che ha addosso i riflettori di tutto il mondo.

La sua ormai è una vita in rimonta. Da ragazzino era sempre il n.1. Si cominciò a considerarlo un fenomeno quando aveva solo 8 anni. E la grande attesa intorno a lui continuò a crescere per un decennio. Era sempre davanti a tutti anche perché insieme alla bravura funzionava, sotto il profilo aritmetico, la strategia famigliare di farlo partecipare a tornei del circuito Itf under 18 dove partiva favorito. Li vinceva tutti, facile. E divenne n.1 del mondo così, senza un confronto sistematico con gli altri talenti della sua generazione. Si vedevano solo nelle grandissime occasioni. A corroborare una scelta di programmazione che i tecnici criticavano e invece casa Quindici rivendicava, venne il successo di Wimbledon juniores 2013.

afildirete 4117 w2Trionfo in finale, su Chung, proprio il coreano che domenica sera mentre Gianluigi lottava con Baldi era in passerella insieme a Rublev e Shapovalov. Due giorni prima Hyeon, n.54 del mondo, aveva impegnato Nadal a Parigi- Bercy. Al tempo il più forte era il marchigiano di Porto San Giorgio, che ora è n.306. I Chung, i Borna Coric, altro coetaneo e avversario da junior, inseguivano. Apparentemente. In realtà erano dietro perché avevano scelto la strada più impervia, il confronto sempre e solo nei tornei di maggiore qualità dove, come è normale, vincevano e perdevano. E capivano quali erano i punti deboli tecnici o fisici su cui dovevano migliorare per diventare davvero forti. Intanto venivano superati in classifica da chi per salire aveva scelto il tapis-roulant.

Poi però la realtà presentò il conto. Usciti dal limbo dei tornei juniores, gli altri erano pronti a confrontarsi con il tennis professionistico di alto livello. E non avevano la pressione di farlo da n.1. Gianluigi, che pronto non era, si è invece trovato al centro dell’attenzione. E improvvisamente consapevole di essere sprovvisto dei mezzi che servivano a rimanere un numero uno. Così mentre gli altri continuavano a crescere lui cambiava un allenatore dopo l’altro. E accumulava ritardo. Con il paradosso di trovarsi a vent’anni, con un titolo di Wimbledon in tasca, guardato come un talento ormai bruciato. A vent’anni. In un tennis dove i primi del mondo superano ampiamente i 30.

afildirete 4117 w1L’occasione colta al volo dalla Fit di dare ai migliori under 21 d’Italia un’opportunità di confrontarsi con il massimo livello dei coetanei in un super-torneo lo ha visto sopravvivere a una prova impegnativa. Reduce da un lungo infortunio, con una grinta indomabile su un tennis ancora imperfetto, è stato capace di credere in se stesso mentre il mondo intorno aveva smesso di farlo. In questi giorni, con il supporto di un coach preparato e sensibile come Fabio Gorietti, Gianluigi prova a capire che cosa gli manca per riagganciare il suo vagone al treno che viaggia verso le alte sfere del tennis mondiale.

Sarà bello sostenerlo. Come faranno di sicuro i 32 ragazzini (16 maschi e 16 femmine) under 14 che si sono qualificati per il master del circuito Junior Next Gen Italia, altro bell’investimento italiano sul progetto Next Gen, le generazioni che verranno. Un investimento non solo sul n.1 di una generazione ma sull’intera categoria d’etá. Perché, come Quinzi ha imparato sulla sua pelle, solo misurandosi ogni giorno con i migliori della propria generazione si può essere domani dei numeri uno assoluti. E vincere, come Gianluigi sogna di fare, Wimbledon “quello vero”.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 41 - 2017  

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.41– 8 novembre 2017

 

In questo numero

afildirete 4117 w4Prima pagina –Il futuro, quello vero Pag.3

Atp Finals – Chi ferma quei due? Pag.4

Next Gen Atp finals –A spasso con i Next Gen Pag.6

Next Gen Atp finals –Quinzi va in Fiera: “Emozione grandissima” Pag.8

Next Gen Atp finals: William Renshaw , primo Slam Next Gen Pag.10

I numeri della settimana –Sock riporta su gli Usa Pag.12

Il tennis in tv – Next Gen sempre live Pag.14

In Italia – Il Campionato a puntate Pag.16

Giovani – Emil Ruusuvuori: Rublev ha già un erede Pag.18

Notizie dalle regioni – Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sardegna Pag.20

Circuito Fit-Tpra – I doppi al Master, il gioco delle coppie Pag.24

Wheelchair – Incentivi e giù le barriere: ecco il 1° circuito italiano Pag.26

Collezionismo – Il quaderno è… di moda Pag.28

L’esperto risponde – E’ invasione se il servizio se il servizio va fuori ma la racchetta del battitore scappa via e, dopo che la palla tocca terra, colpisce la rete? Pag.30