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“Avrebbe il servizio di Shapovalov, il diritto di Rublev, il rovescio di Zverev e il fisico di Khachanov”. Il romano, miglior azzurro nella Race to Milan, si prepara per le pre-qualificazioni: “I già qualificato? Macché!” 

di Alessandro Nizegorodcew - foto Getty Images

berrettini“Il livello delle Atp Next Gen Finals sarà straordinario, ormai i migliori under 21 sono tutti tra i primi 60 del mondo e Milano vedrà in scena un evento di elevatissima qualità. Il mio obiettivo? Devo prima superare le pre-qualificazioni e, a dispetto di quanto si possa pensare, non sarà così semplice”. Matteo Berrettini è carico in vista del finale di stagione, forte dei tanti miglioramenti tecnici e fisici apportati al proprio tennis e dei risultati raggiunti in un’estate da sogno. Il romano, classe 1996 e attuale numero 126 Atp, ha raccontato speranze e obiettivi soffermandosi sugli altri under 21 del circuito e costruendo il ‘next gen’ perfetto.

Il Next Gen perfetto
Matteo Berrettini ha costruito con noi il tennista under 21 perfetto prendendo in considerazione i migliori giocatori della Race to Milan. La regola, per decretare il “fenomeno next gen”, è di non poter selezionare lo stesso giocatore più di due volte. “Anche perché altrimenti dovrei mettere Alexander Zverev in ogni casella - spiega Matteo -. In questo momento Sascha è nettamente superiore a tutti. Ricordo quando lo vidi giocare dal vivo per la prima volta agli Australian Open Junior del 2014. Vinse quel torneo e nei suoi occhi era impossibile non notare la convinzione di essere il più forte di tutti. Non è un caso che oggi, per come sta in campo, Zverev sembri un trentenne. Ha sempre saputo - prosegue Berrettini - dove voleva arrivare e che ce l’avrebbe fatta”. Qual è invece il parere di Berrettini su Rublev, Shapovalov e tutti gli altri protagonisti delle Next Gen Finals? “Di Rublev mi ha colpito la freddezza con cui ha esultato dopo aver battuto Dzumhur a New York in un incontro di 3° turno. Io sarei impazzito di gioia mentre per lui, al miglior risultato della carriera, sembrava tutto normale. Rincorre sempre qualcosa, sembra che qualsiasi risultato non gli basti. Khachanov l’ho conosciuto lo scorso anno e mi è sembrato molto riservato e freddo, mentre Jared Donaldson, con cui mi sono allenato per due giorni a Ginevra quest’anno, oltre a essere simpatico gioca bene a tennis e sa fare un po’ tutto. Shapovalov è più piccolo e non lo conosco a livello umano, però a tennis gioca in modo fantastica. Nel complesso giocano tutti in maniera abbastanza simile, spingendo tanto da fondo campo con grande aggressività. Borna Coric è probabilmente l’unico che, con uno stile più difensivo, si differenzia dagli altri”.

Matteo Berrettini ha costruito il ‘next gen’ perfetto in 10 punti selezionando i punti forti dei suoi coetanei:
Servizio: Shapovalov
Seconda di servizio: Medvedev
Dritto: Rublev
Rovescio: Zverev
Gioco di volo: Donaldson
Rovescio in back: Shapovalov
Personalità: Rublev
Capacità di lottare: Coric
Forza mentale: Zverev
Migliore fisico: Khachanov

nextLa corsa verso Milano
Matteo Berrettini è il grande favorito per le pre-qualificazioni che si disputeranno allo Sporting Milano 3 di Basiglio dal 3 al 5 novembre, dove si assegnerà la wild card per le Atp Next Gen Finals della settimana successiva. “Tutti dicono che mi qualificherò - chiosa Berrettini - ma io credo che non sarà per nulla semplice. Andrea Pellegrino lo conosco benissimo ed è un avversario ostico così come, ovviamente, Gianluigi Quinzi. Inoltre bisognerà vedere chi si calerà al meglio in una nuova dimensione con tutte queste regole alternative. Prossimi obiettivi? Migliorare, migliorare e migliorare, così da salire di livello e potermi confrontare alla pari con i ragazzi che partecipano al circuito Atp. Il ranking è importante, non posso negarlo, ma non devo guardare troppo la classifica così da potermi concentrare su tutte le migliorie da apportare al mio tennis”.

L'idea di coach Santopadre
Vincenzo Santopadre, ex davisman e Top-100 Atp, allena ormai da 7 anni Berrettini al Circolo Canottieri Aniene e, nel corso degli anni, ha potuto seguire dal vivo la crescita dei più forti coeateni di Matteo. “Escludendo Zverev, già fenomeno assoluto, metterei in cima alla lista Denis Shapovalov: il suo tennis è già completo nonostante la giovanissima età. Ha tecnica, testa e fisico ed è anche divertente da vedere. Mi piace molto anche Andrey Rublev, che possiede una velocità di braccio e un’esplosività impressionanti. Credo sia un buonissimo giocatore anche Donaldson, classico tennista ‘yankee’, mentre Hyeon Chung è una macchina dal punto di vista fisico e dell’atteggiamento in campo. Coric è il più consolidato, Medvedev invece mi pare quello più ‘legnoso’ ma con buoni margini di crescita. Sono tutti cavalli in corsa appena lanciati”.