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Il film con Emma Stone nei panni di Billie Jean King esce il 19 ottobre e racconta il match contro il connazionale Bobby Riggs, vincitore a Wimbledon, sicuro di batterla a 55 anni suonati. A Houston nel '73 la più grande folla di sempre

di Alessandro Mastroluca - Foto Getty Images

film 3“Il tennis non è mai stato lo scopo primario della mia vita. È stata la mia piattaforma per aiutare l'uguaglianza di genere”. Così parla Billie Jean King che il 20 settembre 1973 che attira 30,472 spettatori all'Astrodome di Houston, il pubblico più numeroso di sempre per una partita di tennis. Ce ne sono altri 50 milioni davanti alla tv, provati dalla logorante guerra in Vietnam e dagli sviluppi dello scandalo Watergate. Tutti aspettano di vedere se la tennista più forte dell'epoca, la fondatrice della WTA, può battere Bobby Riggs, 55enne ex campione di Wimbledon, scommettitore accanito, convinto che il posto delle donne sia “la camera da letto, poi la cucina, in quest'ordine”.
Billie Jean Moffitt, che ha continuato a portare con orgoglio il nome del marito Larry King anche dopo il divorzio, quella piattaforma l'aveva alimentata da subito, dal giorno in cui l'avevano esclusa da una foto di gruppo durante un torneo di tennis: era solo una ragazzina, ma portava gli shorts e non i gonnellini come tutte le altre.

locandinaLo spirito del tempo
Si batte per l'uguaglianza dei montepremi per uomini e donne e nel 1970 diventa la stella del Virginia Slims Tour, il primo circuito professionistico tutto femminile. Insieme all'amica e compagna di doppio Rosemary Casals, boicottano il torneo di Los Angeles quell'anno per giocare a Houston il primo torneo nel nuovo circuito. Di questa parte, però, nel film sulla Battaglia dei Sessi con Emma Stone nel ruolo di Billie Jean King (che uscirà nelle nostre sale il prossimo 19 ottobre), resta una traccia debole e non troppo fedele. Comunque, ha commentato King che il film l'ha visto, “È un'opera importante perché restituisce il respiro, lo spirito di quel tempo”.
Tornano a Los Angeles nel 1971, arrivano in finale ma abbandonano entrambe sul 2-0 per King nel tiebreak del primo set. Protestano contro chiamate dubbie di una giudice di linea, ma le cause profonde sono altre: i montepremi sono squilibrati e Jack Kramer, che dirige il torneo, non sembra avere grande considerazione per il tennis femminile.

Il presidente Nixon
Nel 1971, King è la prima donna a guadagnare 100 mila dollari di prize money nell’arco di una sola stagione: il presidente Nixon le telefona, il 23 giugno 1972 approva il “Titolo IX”. “Nessuna persona negli Stati Uniti - si legge - dovrà essere escluso, in base al sesso, dalla partecipazione a un qualsiasi programma educativo o una qualsiasi attività che riceva finanziamenti federali. Nessuno inoltre potrà vedersi negati i benefici di tali programmi e attività o essere soggetto a discriminazione”. A Houston, quell'anno, Billie Jean vince la prima edizione di quelle che sarebbero diventare le WTA Finals, che assegnano un trofeo a lei dedicato. A Houston torna in quel 1973 da presidente della WTA, da campionessa che ha trasformato lo Us Open di quell'anno nel primo Slam a equiparare i montepremi per i vincitori.

king 1Sugar Daddy e Cleopatra
Bobby Riggs, diventato una sorta di caricatura del maschilismo, entra all'interno dell'Astrodome su un risciò dorato, circondato di ragazze, e con una sgargiante giacca “Sugar Daddy” giallo canarino. Per non essere da meno, Billie Jean King, in versione Cleopatra, arriva in vestito blu su un cocchio dai pennacchi colorati sorretta dai giovani giocatori della squadra di football dell'Università di Houston con toghe cortissime.
Il vestito l'ha rifinito la notte prima in hotel con Ted Tinling, il sarto un po' provocatore che fece scandalo a Wimbledon nel 1950 per la minigonna e l'intimo ricamato di Gussie Moran. Le appunta le ultime spille, poi ha un'improvvisa illuminazione. Vorrebbe una provocazione maggiore, vorrebbe che Billie Jean scendesse in campo con un vestito del colore più classico dello stereotipo di genere. Ma King si rifiuta. “In una partita così, non avrei mai indossato niente di rosa”, dice.

emma e Billie“Ti avevo sottovalutata”
L'inizio da rivista, da vaudeville, fa dimenticare l'importanza del match e il peso delle conseguenze che porta con sé. “Fu una partita che non significava niente eppure voleva dire tutto”, commenterà Bud Collins. Billie Jean King fa sì che Jack Kramer, scelto fra i commentatori per la ABC, venga sostituito con Rosemary Casals.
Billie Jean King giocava per testimoniare l'uguaglianza di genere in un momento in cui le donne non possono ancora ottenere una carta di credito senza la firma di un uomo. E all'epoca non ha ancora dichiarato di essere omosessuale. Contro un Riggs 55enne e fuori forma, King gioca un tennis aggressivo e chiude per 6-4 6-4 6-3. “Ti avevo sottovalutata”, le sussurra all'orecchio Riggs mentre le stringe la mano a fine partita.
Anni dopo un ex golfista confesserà che Riggs avrebbe truccato la partita e perso apposta per pagare i suoi debiti di gioco con la mafia: una versione che King ha sempre rifiutato. Truccata o no, come disse Rosemary Casals, “per essere un maschilista, Riggs ha fatto il massimo per il tennis femminile. Lo ricorderemo sempre nella maniera migliore possibile”.