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La domanda - La Kuebler Big Point degli Anni ‘90 è da taluni considerata il massimo concentrato di tecnologia su una racchetta da tennis. Di che cosa si tratta?

Risponde Raffaello Barbalonga, collezionista e studioso di racchette

Kuebler Big PointLa risposta
L’ingegner Sigfried Kuebler è uno degli studiosi visionari che ha cambiato il tennis, come hanno fatto anche René Lacoste, Howard Head e più moderatamente Warren Bosworth e Roland Sommer. Un uomo dalle infinite risorse, oggi 86enne (che abbiamo avuto l’opportunità di incontrare lo scorso anno nella sua villa museo affacciata sul lago di Costanza) che per affermare le sue idee ha spesso dovuto sfidare il mondo delle multinazionali e combattere impervie battaglie legali. Dai tempi del brevetto “oversize”, in concorrenza con Prince, al rivoluzionario “Profile”, con Wilson, agli accordi con Head per il brevetto “Nodal”.
Eppure la sua eccezionale perseveranza gli ha permesso di poter compiere un percorso commerciale e produttivo ai massimi livelli e il mondo del tennis non può che ringraziarlo ancora oggi. Lo studio che decretò la fama di Kuebler fu sicuramente quello che diede vita all’epopea dei cosiddetti “widebodies”, i famosi telai ad elevato spessore che dilagarono tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90. L’accresciuta rigidità strutturale e la consapevolezza di cosa comportasse questo cambiamento, hanno reso il tennis più rapido, esplosivo e spettacolare. Sigfried, attraverso le sue ricerche, ha gettato le basi dello studio sulla frequenza di risonanza: ‘’La frequenza di risonanza è il tempo che serve ad un telaio flesso dopo un impatto, per riallinearsi. Prima della mia Resonanz 50, i telai erano ancora flessi quando la palla lasciava il piatto-corde. La mia racchetta, invece, è così rigida che la sua frequenza di risonanza è quasi la stessa del tempo di impatto tra palla e corde. Meno energia viene dispersa in flessione, più ottieni potenza’’. Sviluppando una rigidità eccezionale, le “Resonanz” hanno fatto da trampolino a una clamorosa inversione di rotta: se prima infatti i telai per gli amatori erano flessibili e quelli per gli agonisti erano i più rigidi, dalla “rivoluzione Kuebleriana” si sono invertiti i ruoli e se le racchette agonistiche hanno mantenuto lo stesso flex, quelle da amatori hanno incrementato la rigidità di oltre il doppio.
Se ancora oggi molti tennisti non faticano nel ricordare le enormi racchette bianco-perlate “Resonanz”, che invasero il mercato verso la fine degli anni ’80, pochi conoscono invece la prosecuzione degli studi che portarono alla fine degli anni 90 alla creazione di uno dei più estremi esempi di tecnologia tennistica.
La Kuebler & Co. Nasce nel 1971 e dal 1972 inizia la produzione di racchette da tennis in alluminio. Nel 1976 presenta la prima racchetta midsize, nel 1980 introduce il suo primo telaio 100% graphite e nel 1984 deposita il brevetto “Resonanz”, il primo “widebody”, dal quale, ottenuta la licenza, Wilson produrrà la famosa “Profile” del 1987. Head GmbH & Co. nello stesso anno ottiene un’altra licenza da Kuebler, quella riguardante il brevetto “Nodal” o “Inertial”, un sistema di distribuzione interna di pesi che si sviluppa attorno al piatto corde, per ottimizzare l’area d’impatto.
Il brevetto Resonanz nel 1991 evolve attraverso l’uso di un’ulteriore irrigidimento delle fibre. Nasce in questo modo la Wide Body 280Hz, la prima racchetta “Overcritical”, un telaio che alla deformazione data dalla sollecitazione dell’impatto con la palla, reagisce con un riallineamento della struttura, più rapido dell’uscita di palla. I modelli successivi sono evoluzioni di questi concetti, per arrivare al 1998 e alla presentazione di quella che si può definire la summa delle tecnologie kuebleriane: la “Big Point 125”.
In pratica la ricerca di Kuebler è stata sempre impostata a rendere il tennis più semplice possibile. Per fare questo si è cercato di ottimizzare lo sweet spot. Come? Ecco cosa troviamo scritto in una sua rara e preziosa brochure:

  1. Normali racchette in legno. Il piccolissimo Sweet spot è spostato verso l’impugnatura. Per consentire un gioco soddisfacente, l’attrezzo richiede al giocatore uno swing particolarmente ampio. Dopo tutto, il centro del piatto corde è posto a circa 52 cm di distanza dall’estremità del manico, per fare in modo che l’impatto sia ancora accettabile. La massa del telaio è depolarizzata. 
  2. Racchetta Oversize. Nei primi anni ‘80 sono entrate sul mercato le racchette Midsize e Oversize. Lo Sweetspot è più grande, ma è ancora spostato verso l’impugnatura. Giocare è più semplice. Tuttavia, l’effetto non è sempre migliore, poiché il centro del piatto corde è solo a 49,5 centimetri di distanza dall’estremità del manico. Il peso del telaio rimane alto e ancora depolarizzato.
  3. Racchetta Oversize, leggera Lo Sweetspot si sposta al centro quando la testa viene appesantita e tutto il peso in eccesso viene rimosso dal manico e dal centro della racchetta. Le ragioni sono strettamente fisiche. Il peso della racchetta si riduce a circa 270g. Lo Sweet spot è ormai grande e al posto giusto: al centro del piatto corde. La racchetta gioca con maggiore facilità. L’impatto potrebbe tuttavia essere migliore. La leva, di 49,5 cm, è ancora troppo breve.
  4. Racchetta Bigsize - Ultraleggera - Longsize
    Perché allora non allungare la racchetta di qualche centimetro? Ad esempio da 68,5 cm a 72 cm? L’estensione consente di rendere la racchetta più facile perché la leva aumenta da 49,5 cm a 52 e l’accelerazione di palla desiderata viene comunque incrementata pur giocando con un attrezzo dal peso ultraleggero. Il servizio inoltre tende a migliorare sensibilmente.
    In fin dei conti otteniamo: uno Sweet spot molto grande, spostato lungo il piatto corde fino al centro e una leva sufficiente per un incremento della potenza di impatto e quindi colpi efficaci da fondo campo.

 

Kuebler 13 Kuebler 12 Kuebler 11

 

l triangolo di stabilità

Kuebler 9Ora la domanda che ci si pone è: si può migliorare ulteriormente questa racchetta? Veniamo dunque al cosiddetto “Triangolo di Stabilità”, con il mega Sweetspot, inventato da Kuebler nel 1987. Dopo la Big Point è emerso che quella incredibile potenza poteva essere superata mediante l’utilizzo di fibre a base di pece, le quali hanno reso possibile la costruzione delle racchette secondo teoria. La distribuzione del peso dovrebbe essere progettata in modo che l’estremità del manico sia pesante, il prolungamento e il centro leggeri e maneggevoli, e che la testa abbia pesi supplementari in corrispondenza dei due punti neri (che si possono riconoscere in fondo al triangolo giallo, vedi foto 4 nella pagina precedente). I pesi, capsule ripiene di sabbia di quarzo, sono integrati al di sotto del bumper, invisibili all’occhio.
La stabilità rotazionale viene così incrementata (chiamata tecnicamente momento di inerzia polare) unitamente a un Mega Sweetspot ancora più ampio, naturalmente al centro del piatto corde. In questo modo braccio, spalla e polso possono beneficiare di una protezione senza precedenti anche in caso di impatto impreciso con la palla.

Kuebler 8Kuebler 8Il Resonanz system
Il widebody, o Resonanz system, è stato brevettato da Kuebler nel 1985. Dalle illustrazione 5 e 6 possiamo meglio intuire il funzionamento del sistema. Se una palla colpisce una racchetta costruita con tecnica tradizionale, questa come conseguenza flette notevolmente. Per via della sua costruzione non è in grado di far “viaggiare” la palla. Ovvero l’energia immagazzinata nell’impatto si disperde e non può essere trasmessa alla pallina. Si verificano pertanto violente vibrazioni che affliggono negativamente il braccio. Inoltre la palla esce dal piatto corde con una traiettoria deviata, dall’angolo maggiormente aperto. Il risultato: poca potenza, scarsa precisione e uno smorzamento minimo delle vibrazioni. Veniamo alle racchette Resonanz. Quando si verifica l’impatto con la pallina, questa si deforma, mentre ciò avviene per la racchetta solo in un secondo momento. La palla riacquista la sua forma rotonda, mentre la racchetta “Resonanz” trasferisce su questa l’energia immagazzinata ripristinando il proprio stato originale. Questo processo viene reso ancora più efficace nella Bigpoint, perché prodotta a partire dai filamenti delle fibre a base di pece che mostrano una rigidità eccezionale. La palla esce dal piatto corde con la stessa traiettoria con la quale vi era entrata. La racchetta in mano è completamente esente da vibrazioni.

Kuebler 7Quarz Performance System: capsule di sabbia
Si tratta dello smorzamento mediante capsule di sabbia di quarzo (invisibili) poste sotto il bumper, brevettato da Kuebler nel 1998. La sabbia di quarzo ha eccellenti proprietà di smorzamento e non provoca alcun rumore percepibile durante il colpo. Il risultato: massima attenuazione degli urti e straordinaria capacità di accelerazione racchiuse in un peso estremamente contenuto. Per arrivare a questo sistema di smorzamento abbiamo sperimentato molto nel corso degli anni, in particolare con materiali granulari come la sabbia silicea, in modo da raggiungere un più alto livello di attenuazione degli shock con l’aggiunta di una massa relativamente contenuta. Questa particolare struttura fisica è stata per anni utilizzata nella costruzione di martelli senza rinculo. Un idraulico, che deve modificare a suon di colpi le resistenti superfici in metallo con forti e dolorosi shock al braccio, non può assolutamente fare a meno di uno di questi martelli che assorbono completamente il contraccolpo. Questo principio è stato, per la prima volta, mutuato nella produzione di racchette da tennis. Le “perle” di quarzo si deformano nel momento del contatto della racchetta con la palla assorbendo l’energia dell’urto; dopo una frazione di secondo queste entrano nella loro fase di rilascio dell’energia accumulata dall’impatto, generando pertanto un elevato effetto attenuante. Si riesce finalmente davvero a giocare con la palla. Nessuna oscillazione, solo un solido e stabile contatto con la palla.

Kuebler 5Le fibre a base di pece
Come l’enorme forza delle “pitch based carbon fiber” viene sfruttata in maniera intelligente. Vediamolo. I filamenti in fibra a base di pece costituiscono circa il 15% di tutta la fibra utilizzata nella racchetta e sono installati nella parte alta ed in quella bassa del profilo. Il profilo stesso è costruito a partire da fibre ad alto modulo con un basso contenuto di fibre in titanio allo scopo di ottenere un rapporto di elasticità inferiore. Solo con questa particolare disposizione gli straordinari valori di resistenza delle fibre a base di pece possono essere sfruttati appieno. La stabilità longitudinale della racchetta è aumentata enormemente e ciò si riflette anche in un’alta frequenza libera di 200 Hz. L’alta frequenza garantisce una massima accelerazione della palla. Questo metodo di costruzione, per inciso, è descritto nel brevetto US 4.768.786 di Kuebler. E’ sufficiente dare uno sguardo al diagramma per rilevare quanto più alta sia la rigidità flessionale di questa fibra rispetto a quella di tante altre note fibre e materiali moderni; ad esempio è 7 volte superiore a quella della fibra di vetro e circa 5 volte superiore a quella della miglior fibra di carbonio ad alto modulo. Il materiale di base per la preparazione di questa fibra è, sorpresa, la pece! 
Kuebler ha dovuto seguire un sofisticato processo di fabbricazione per utilizzare correttamente questa fibra, la prima serie di queste massicce racchette si è rivelata eccessivamente fragile anche in virtù di questa elevata rigidità. La stabilità longitudinale assicura una elevata accelerazione della palla e la fibra trasmette sensazioni piene quando si colpisce la palla.

Kuebler 2Il profilo Dual Taper
Il design del profilo è determinante per le caratteristiche di gioco. Non tutti i profili sono adeguati per ottenere come risultato una racchetta dotata di buona stabilità. Può essere a spessore costante, a spessore crescente dal manico verso la testa o viceversa, può essere un profilo ondulato o più sottile nella parte centrale, ma può anche raggiungere il suo spessore più alto proprio nel centro (vedi qui sopra). L’ultima variante (Dual Taper) è l’unica costruzione logica, poichè assicura la stabilità ad alta frequenza ed un utilizzo ottimale del materiale (Brevettato da Kuebler, U.S. Design Patent 315 585). Così viene progettata la Bigpoint.
Il profilo funge anche da cosiddetto “canale di accelerazione”, grazie alle scanalature in corrispondenza dei passacorde, presente anche sul lato interno del piatto corde. Si riduce in modo significativo la resistenza aerodinamica e si estende la superficie utile delle corde. La facilità di movimento della racchetta, nonostante la sua natura di Big Size, la farà sembrare più piccola di qualsiasi altra messa a confronto. Il risultato: una enorme maneggevolezza ed un gioco senza fatica!