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L’Atp ha creduto fortemente nelle nuove generazioni e investito su di loro. E i risultati si sono visti subito, con la crescita accelerata dei nuovi fenomeni e una presenza massiccia di giovani nell’elite del ranking 4 anni fa c’era un solo under 21 tra i primi 70 del mondo. Oggi sono 9

di Enzo Anderloni - Foto Getty Images

afildirete 3217 w1Bastava crederci davvero. Bastava credere davvero che i giovani avessero grandi qualità e potessero presto prendere il posto dei campioni che li avevano preceduti. E dimostrarlo nei fatti, lanciando il concetto di Next Gen e cominciando a mettere sistematicamente sotto i riflettori i ragazzi che dimostravano di avere delle doti.

Ora i riflettori di New York si sono accesi su ragazzi che a 18 anni sanno portare sulle spalle l’atmosfera di uno stadio da 30.000 posti stracolmo ed esprimere con personalità tutta la loro classe. È l’esempio del biondo mancino canadese Denis Shapovalov, vincitore di Wimbledon junior 2016. Il 7 di agosto, un mese fa, era n.143 del mondo. Ma correva insieme a tanti altri teenager pieni di qualità nella Race to Milan, la classifica creata dall’Atp per stabilire i partecipanti al nuovo grande masters di fine anno, le Next Gen Atp Finals (1.275.000 dollari il montepremi) che si giocheranno a Milano dal 7 all’11 di novembre. In quel ranking era messo bene: era entrato nella Top 10. E l’ambiente che l’Atp ha creato intorno a lui e agli altri Next Gen glielo ha fatto sentire, vivere in pieno.

afildirete 3217 w2La settimana successiva Denis ha giocato da Top 10 assoluto: ha battuto Del Potro e Nadal, raggiungendo le semifinali a Montreal. Ciononostante ha dovuto affrontare le qualificazioni agli Us Open, perché le tempistiche dell’entry list lo avevano registrato ancora ben oltre la 100a posizione. Le ha superate e a New York è stato il personaggio più luminoso della prima settimana. Ha gestito il palcoscenico da Top 10 assoluto a cominciare dallo sfolgorante match serale sull’Arthur Ashe in cui ha regolato in tre set, da padrone del campo, il n.12 del mondo JW Tsonga.

Si chiama Effetto Pigmalione, quello per cui sta nell’atteggiamento positivo, nella fiducia trasmessa da chi insegna a chi ha le doti per emergere, il vero segreto della riuscita di quest’ultimo. Chi volesse farsene un’idea in 5 minuti può guardarsi (qui) un bel video proprio così intitolato del nostro amico Marco Montemagno, guru del mondo digitale ma grande appassionato di tennis (che spessissimo cita) ed ex giocatore professionista di tennistavolo (per cui certe dinamiche sportive le conosce “da dentro”).

afildirete 3217 w3Gli Us Open 2017 si stanno rivelando un passaggio fondamentale della rivoluzione Next Gen, con uno straordinario Andrey Rublev ai suoi primi quarti di finale Slam, un Borna Coric capace di far vedere al principino Alexander Zverev che la Next Gen non è tutta roba sua, un Frances Tiafoe che porta Federer al quinto set. Così il ricambio generazionale che pareva non arrivare mai sta invece avvenendo con naturalezza. I Next Gen si dimostrano pronti a prendere le redini, a partire proprio dalla personalità.

Del resto, anche i numeri parlano chiaro. A fine agosto 2013, quando Federer pareva in definitivo declino e dunque si cominciava a studiare il problema di come tenere vivo il fascino che la sua rivalità con Nadal aveva creato intorno al tennis, c’erano solo 4 giocatori under 21 nei primi 100 del mondo, nessuno dei quali tra i primi 50, 1 solo tra i primi 70. Due anni dopo, fine agosto 2015, con tutta una serie di programmi mirati a dare visibilità agli emergenti, attraverso la televisione, il web e i social gli under 21 erano diventati 7 tra i primi 100 (2 tra i top 50, 4 tra i top 70).

Alla vigilia degli Us Open 2017 i Next Gen tra i primi 100 erano 10, con 3 top 50 e 9 top 70. E a fine torneo i numeri saranno ancora migliori. Quando il “largo ai giovani” non si fa solo a parole, i giovani arrivano. E le finali Atp di Milano quest’anno rischiano di rubare la scena a quelle di Londra...

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 32 - 2017  

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.32– 6 settembre 2017

In questo numero

afildirete 3217 w4Prima pagina –Effetto Pigmalione Pag.3

Circuito mondiale – Il grande cuore di Paolino Lorenzi Pag.4

Focus Next Gen: Chapeuvalov! Pag.8

Terza pagina: Unmerto Cuccioli, pioniere per… naso Pag.10

I numeri della settimana – Federer e quei 2 ‘quinti’… Pag.14

Il tennis in tv – Next Gen alle porte Pag.16

Giovani – Il master Kinder, un mondo di ragazzini Pag.18

Notizie dalle regioni – Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania Pag.22

Circuito Fit-Tpra – “Noi, amatori veri anche in vacanza” Pag.26

Personal coach – Il coccodrillo come fa? Pag.27

Racchette e dintorni – Denis ha il piatto più piccolo di Roger… Pag.28

L’esperto risponde – Come faccio a chiamare il fallo di piede se sto giocando senz’arbitro? Pag.30