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Umberto brillante studente bolognese, fu il primo italiano a giocare gli Us Championships, esattamente 80 anni fa. Aveva scoperto che in America erano all’avanguardia nella rinoplastica. Partì per rifarsi il profilo con le valigie piene di racchette...

di Giovanni di Natale

2 cuccioli azioneNella vita di ogni pioniere c’è un momento in cui i sogni diventano progetto, in cui la visione prende forma e sostanza, trasformandosi in obiettivo concreto. Ottanta anni fa, Umberto Cuccioli da Bologna, ha vissuto la sua folgorazione, il suo attimo fuggente da inseguire, quello che lo avrebbe reso un “pioniere”. Voleva l’America, trovò gli Us Open. Primo italiano di sempre a Forest Hills. La racchetta in una mano, i sogni nel cuore, la curiosità di vedere il mondo negli occhi. Un visionario. Un venticinquenne fuori da qualsiasi schema. Non un ribelle, ma certamente un rivoluzionario. Aperto al mondo e alla scoperta. Un buon giocatore di tennis, un seconda categoria tra i migliori d’Italia (finalista ai campionati del ’34 e del ’36. Cresciuto con lo sport nel sangue, forgiato nei colpi e nello stile sui campi bolognesi della Virtus non poteva non assecondare la sua natura, che poi era anche un lasciapassare per il mondo.
Figlio di Giovanni Cuccioli - che nel disastroso terremoto di Casamicciola del 1883 rimase orfano al pari di Benedetto Croce - il giovane Umberto aveva ereditato dalla famiglia l’intraprendenza, la tempra e di fatto anche una seconda famiglia. Il nonno infatti aveva già altri figli quando, rimasto vedovo, si risposò con una donna molto più giovane che gli diede altri eredi prima della tragedia di Ischia dove morirono tutti tranne il piccolo Giovanni. Parenti che emigrarono negli Stati Uniti in cerca di fortuna e che il giovane Umberto non aveva mai conosciuto prima del grande viaggio.

3 bar cuccioliCuccioli, prima gelateria artigianale a Bologna
Il Cavaliere Giovanni, un passato da militare tra Lecco e Capraia e Limite si costruì una posizione aprendo la prima gelateria artigianale a Bologna. Anche lui, di fatto, un visionario. Fece fortuna, con le sue specialità conquistò anche i reali di Spagna giunti in visita a Bologna che per questo lo insignirono della Croce di Caballero de Isabel la Catolica. In bottega, però, dovevano lavorare soltanto le figlie femmine. Negli Anni ’30 essere maschio offriva dei vantaggi. Umberto aveva così modo di godersi la vita. Studente per status, tennista per passione. Era tra i giovani più conosciuti di Bologna. I libri sulla goliardia dell’epoca ancora parlano di lui e delle sue imprese. Infiltrarsi in una cena di nobili o in un grande evento mondano era la normalità. Aveva charme, presenza, era una persona brillante dallo spiccato senso dell’umorismo. Amava ridere e far ridere. Con Umberto Cuccioli non bastavano regole e divieti per limitarne la voglia di vivere. Non c’erano sfide impossibili. Arrivava in luoghi impensabili, dentro e fuori dal Regno. Alle Olimpiadi di Berlino del 1936 era a pochi passi dalla partenza dei 100m donne. Lui, amante della fotografia, in mezzo ai fotografi ufficiali. Con le sue fotografie ha fermato il tempo e cristallizzato le emozioni e gran parte di questo racconto è figlio delle sue istantanee.

4 naso cuccioliSul transatlantico Rex col naso ingombrante
Sono anni in bianco e nero, ma i sorrisi e le memorie di Cuccioli lasciano trasparire il colore e la vitalità di un’Italia e di un tempo che non esiste più. Non erano i soldi o lo status di famiglia a scrivere la sua storia. Era un modo di vivere e pensare per pochi.
Scoprire il mondo oltre i confini del Regno, imparare una lingua diversa, non avere paura di osare. Questo rendeva unico Umberto Cuccioli. Così nel 1937, quando negli Stati Uniti si sperimentano i primi interventi di rinoplastica, ecco che il giovane tennista bolognese rompe ogni indugio. È il tempo di attraversare l’Oceano, di andare alla ricerca dei parenti mai conosciuti e di ritoccare un naso forse troppo ingombrante, perché anche l’aspetto conta. Tanto c’è il tennis come compagno di viaggio silenzioso e fedele. Salpa da Genova il 7 luglio del 1937, biglietto di classe turistica sul transatlantico Rex. Il grande viaggio verso l’America.

6 torneo bretton woodsVince a Bretton Woods in doppio con Oleg Cassini
“Non mi riconoscerete” scrisse alle sorelle dopo l’intervento di rinoplastica, ma non era ancora tempo di tornare in Italia. Prima c’era da scoprire l’America con la racchetta in spalla. Lo Us Open è ancora un sogno più che un obiettivo. Inizia a conoscere il nuovo mondo e lo conquista con la sua italianità e il suo gioco aggressivo. L’invito all’esclusivo torneo di Bretton Woods ne è conferma. Umberto Cuccioli scende in campo e vince singolare e doppio, in coppia con Oleg Cassini, colui che di lì a qualche anno sarebbe diventato il più famoso creatore di abiti da sposa al mondo e lo stilista preferito di Jacqueline Kennedy. Ecco l’occasione della vita. Umberto Cuccioli diventa il simbolo dell’Italia del tennis oltreoceano. Una vittoria che di fatto gli, consente di essere il primo italiano a poter giocare gli Us Open.
Edizione 1937, viene incluso nell’elenco dei giocatori non americani. Ancora le teste di serie erano divise tra statunitensi e visitors. Non esistono le classifiche e al cambio campo si beve acqua da una tinozza con un mestolo (uno per ogni tennista).

7 tabellone us champ 37In tabellone con Don Budge e il barone Von Cramm
È un altro tennis e in America è rigorosamente su erba. Donald Budge è il favorito numero 1, mentre il barone tedesco Gottfried Von Cramm è lo straniero più forte. Cuccioli non è tra le teste di serie, ma c’è ed in suo onore sventola per la prima volta tra gli uomini la bandiera del Regno d’Italia sulle tribune del West Side Tennis Club di Forest Hills.
Il 2 settembre 1937, a 57 giorni dalla partenza da Genova, Umberto Cuccioli scende in campo agli Us Open contro il britannico Clarence Jones. La sconfitta è onorevole, quattro set di lotta e passione. Un cartoncino azzurro con cordino blu ne conferma ancora oggi, a 80 anni di distanza l’impegno. Cuccioli rimase a New York per l’intero torneo. Vide e fotografò ogni momento, inclusa la finale vinta da Budge su Von Cramm e il primo successo cileno agli Us Open con Anita Lizana (su Jadwiga Jedrzejowska).
Cuccioli non avrebbe più giocato Slam dopo quello Us Open dei sogni, ma il suo nome ha continuato a vivere sui campi da tennis anche come accompagnatore di nazionali giovanili all’epoca della Presidenza di Giorgio Neri. È morto nel 2002 a 90 anni, dopo una vita tra tennis e medicina dove si fece ugualmente onore come Primario di Chirurgia Generale. Un pioniere d’Italia che ancora oggi rivive nelle fotografie e nei tanti oggetti che ha affidato ad una cassetta di metallo. Dal tabellone di Forest Hills al badge in cartoncino del torneo, dalla guida passeggeri del Rex ai giornali dell’epoca, ha conservato con cura ogni cosa. Gioielli della memoria custoditi gelosamente dalla figlia Carla e dal genero Renato Callivà. È la storia della loro famiglia, è la storia di un pioniere italiano.