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Nello sviluppo dell'insegnamento la fase orange segue la red. Qui non si parla più di avviamento ma di pre-perfezionamento. Può durare anche anni, e per quanto riguarda la tecnica degli spostamenti sono molti i contenuti

di Donato Campagnoli - I.S.F. R Lombardi

foto splitSe con il Minitennis “fase red” l’allievo viene “avviato” al tennis a partire dai 4/5 anni di età, la fase orange pre-perfezionamento prende generalmente il via a partire dagli 8 anni di età e sulla base delle competenze sviluppate può durare svariati anni.
Il pre-perfezionamento è suddiviso in due sotto-fasi, Cerbiatto e Super-Cerbiatto. Con il passaggio dal campo orizzontale red a quello verticale e a estensioni dello stesso fino a 108 m², l’insegnante vive con l’allievo un periodo molto ricco di contenuti per quanto riguarda la “tecnica degli spostamenti”. A fare la differenza sono, come al solito, i mezzi didattici che devono essere adeguati alle effettive competenze degli allievi.

C'è un colore per tutte le età
Grazie a un’offerta didattica varia e densa, il minitennis può essere giocato anche dagli adulti. Mentre i principianti vengono introdotti al tennis con la fase red, gli adulti avanzati possono continuare a progredire attraverso la fase orange, ottimizzando i tempi di apprendimento e aumentando il divertimento durante la pratica. A tale proposito, va ricordato un video amatoriale che promuoveva la campagna Xpress della Federazione Internazionale, presentato a una conferenza alcuni anni fa. Due segretarie degli uffici dell’ITF senza esperienza di tennis giocato e che solo eufemisticamente si potrebbero definire “sovrappeso”, già alla prima lezione nel campo red riuscivano a servire (e rispondere, ovviamente), a scambiare e a giocare la partita. Forse non si spostavano leggiadre come Roger, ma si divertivano come pazze.

La formula Xpress
Come ogni modello che si rispetti, anche quello della “tecnica degli Spostamenti” orange non è fine a se stesso, ma tiene conto di una serie di parametri tra i quali le fasi auxologiche dell’allievo per garantire una crescita equilibrata in senso multilaterale. Come anticipato nelle precedenti uscite è bene ricordare che per “tecnica degli spostamenti” intendiamo strategie di spostamento per la soluzione di situazioni tattiche piuttosto che i “passi”, da considerare come strumenti e non come obiettivi didattici.
A conclusione della fase orange l’efficienza e l’efficacia nella copertura del campo da parte dell’allievo è molto vicina a quella del “tennis che conta” e di seguito vengono elencati alcuni degli obiettivi fondanti di questo periodo:
- il “ciclo di movimento” per le diverse abilità a cominciare dal servizio;
- il principio di “accelerazione-decelerazione” ed eventualmente “arresto” per il gioco di rimbalzo e di costruzione;
- l’uso tattico di tutte le “stance”;
- lo “split-step” sia per i colpi di inizio gioco che per le fasi successive.

Entrando nel merito delle singole abilità e nell’intento comunque di fornire una visione di insieme, l’allievo che lascia la fase orange è un giocatore “completo” per come si muove e soprattutto per come vede, capisce e costruisce il gioco. È capace di effettuare servizi con tutti i tipi di atterraggio e di sincronizzarsi con gli impatti e con i rimbalzi nei successivi contesti di gioco, attingendo in modo funzionale informazioni al Giocatore avversario; è abile a leggere e interpretare le situazioni, cogliendo ogni opportunità al fine di trasformare in moduli offensivi il proprio bagaglio di gioco; ed è in grado di fare leva su tempo e spazio per garantire l’equilibrio statico e dinamico del proprio corpo grazie al controllo del proprio centro di gravità in ogni frangente.

foto federerIl ciclo di movimento
Supponiamo che siate al servizio e dopo la risposta dell’avversario vi apprestiate a giocare un rovescio come nel caso dell’immagine riportata di Federer. Con tutta probabilità il giocatore svizzero eseguirà uno spostamento laterale obliquo di medio-lungo raggio in leggero arretramento rispetto allo split-step iniziale e coprirà fino alla fase esecutiva una distanza massima tra i 3 e i 5 metri di lunghezza. Un’altra precisazione riguardante l’immagine di Federer: il suo corpo sta accelerando nello spazio, la parte mediana è intenta nella preparazione e ciò fa spostare la proiezione del suo centro di gravità a terra temporaneamente al di fuori della base d’appoggio. La testa è mantenuta in posizione eretta.
Non volendo appesantire la lettura con nomi “esotici”, soffermiamoci ora sulla descrizione di un concetto più ampio, quello di “ciclo di movimento”. Bene, il “ciclo di movimento” delle abilità di rimbalzo è composto da 5 fasi:
- split-step iniziale;
- fase di ricerca di palla;
- fase esecutiva che include anche le successive manovre di stabilizzazione corporea;
- fase di recupero;
- Split-step finale.

Fase per fase
La fase 1 del ciclo di movimento del terzo colpo fa coincidere l’atterraggio dello split-step inziale con l’impatto della risposta al servizio dell’avversario. La fase 2 di ricerca di palla a questo punto è già iniziata: il vostro cervello ha capito quale colpo dovrà essere effettuato, quanta strada dovrà essere percorsa e dove verrà approssimativamente impattata la palla. Resta da organizzare il “come”: si tratterà di combinare in modo sinergico la parte bassa con la parte mediana del corpo, facendo sì che la posizione della testa rimanga ortogonale e con lo sguardo possibilmente orizzontale. Fase 3: è la fase di shock che non prevede solo l’impatto. Due sistemi di forze tra loro opposte si scontrano e la merce di scambio è la palla. Fase 4: il problema precedente è risolto... se avete giocato un vincente (winner). Nel caso in cui invece la vostra palla sia ancora in gioco, ci auguriamo che voi ne abbiate creato uno grave al vostro avversario. In ogni caso, il consiglio è quello di recuperare il centro del campo (recupero ottimale della fase orange) entro l’impatto dell’altro giocatore. Lo split-step finale di sincronizzazione rappresenta la fase 5 e con esso si chiude il ciclo di movimento di questo colpo di rimbalzo.
È quindi necessario che la fase orange per la tecnica degli spostamenti duri a lungo, anche molti anni: l’allievo così facendo stabilizzerà la copertura degli spazi di gioco in senso multilaterale. Inoltre, lo split-step non è solo una fase fondamentale del ciclo di movimento di ciascuna abilità, ma, se eseguito nel rispetto dei tempi e degli spazi di copertura, consente all’allievo di dettare il gioco.