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1 Molla MalloryLa domanda - Chi ha vinto più titoli di singolare agli Us Open?

Risponde Alessandro Mastroluca, cronista e scrittore di tennis.

La risposta
Quando Anna Margarethe Bjurstedt arriva negli Stati Uniti nel 1915, ha già un bronzo olimpico ma è poco meno di una sconosciuta. Norvegese, figlia di un ufficiale dell'esercito, è nata in un mondo che conosceva la regina Vittoria e il cancelliere Bismarck, ma non aveva ancora visto la Statua della Libertà e i Girasoli di Van Gogh.
Un mondo che imparerà a conoscere la giocatrice che cambia la storia del tennis. In Europa, Suzanne Lenglen cominciava a dare scandalo per le gonne con le caviglie scoperte. Anna Margarethe, che dopo il matrimonio nel 1919 sarà per tutti “Molla” Mallory, fa lo stesso. Non è una scelta estetica, non è una moda. È una filosofia. “Penso che le donne non colpiscano forte come dovrebbero” dice. Non crede nel serve and volley e nei gesti bianchi, Crede “che bisogna colpire ogni palla con tutta la forza possibile, ma in tante mie avversarie vedo una disposizione a tirarla semplicemente di là. Per questo non è tennis”. E per giocare quello che per lei merita di essere chiamato tennis, serve un abbigliamento adatto.
Dal suo primo anno in America, inizia una serie di otto titoli agli US Championships, l'attuale Us Open, in finale contro otto diverse avversarie. È l'unica, insieme a Chris Evert, che ne abbia mai vinti quattro di fila. Diventa una delle tenniste più note della Belle Epoque, insieme a Hazel Hotchkiss Wightman, Helen Wills, Mary K. Browne e Suzanne Lenglen.
2 Molla con Suzanne LenglenÈ proprio un secondo turno nel 1921 a Forest Hills contro la Divina a renderla una leggenda. Bill Tilden, convinto che una tennista ideale debba avere il dritto di Molla, le suggerisce di “spaccare la palla”. L'esecuzione è più che all'altezza dell'intenzione. Mallory domina il primo set 6-2, prima che Lenglen inizi a tossire vistosamente all'inizio del secondo. Per la USTA, e il vicepresidente della federazione francese, ha finto il malessere. E’ l’unica grande sconfitta ufficiale nella carriera della Lenglen (perse 7 partite in tutta la carriera ma le altre sei risalivano a prima del Grande Conflitto mondiale era una ragazzina), che si riscatterà in finale a Wimbledon nel 1922. Vince 6-2 6-0 in 26 minuti: è il più breve match per il titolo nella storia degli Slam. “Ora, signora Mallory, le ho mostrato quel che avrei potuto farle a New York l'anno scorso” le avrebbe detto, secondo quanto leggenda vuole. “Lei mi ha fatto quello che io le ho fatto a New York, mi ha sconfitto”. C'è anche chi, come una delle rivali dell'epoca, Kathleen McKane, ha negato che le cose siano andate così, ma perché rovinare una bella storia con la verità?
Agli Us Championships, unico Slam che va avanti anche durante la prima guerra mondiale, vince 13 titoli totali fra singolo, doppio e misto. A 34 anni, con il meglio già alle spalle e di fronte una nuova generazione di avversarie, si presenta in Europa con minor successo. E comunque gioca ancora una semifinale e due quarti a Wimbledon e un secondo turno al Roland Garros, al primo tentativo, senza aver mai giocato prima sulla terra rossa.
È una competitor nata, con quella sua corsa instancabile che finisce immancabilmente per sfiancare le avversarie. A 42 anni, diventa la più anziana a vincere gli Us Championships. In finale rimonta da 0-4 nel terzo e batte Elizabeth Ryan 4-6 6-4 9-7. Lo spirito delle donne che negli anni scriveranno la storia del gioco, Billie Jean King, Martina Navratilova, le sorelle Williams, inizia con lei. Con la figlia di un ufficiale dell'esercito norvegese che inizia una rivoluzione. Entra nella Hall of Fame nel 1958, un anno prima di morire. Il giusto riconoscimento a chi ha spinto lo sport femminile nell'era moderna.