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Nick fatica a ritrovare se stesso ed è al quarto infortunio dell'anno. Sascha vince un altro torneo, a Washington, e continua nella sua marcia verso il top. Intanto Re Roger compie 36 anni (l'8 agosto) e torna a Montreal dopo anni, dove (per il primo allenamento) si è trovato davanti una folla di seimila persone

di Andrea Nizzero - foto Getty Images

nick kyrgiosA Washington, D.C. si è consumato un altro atto della commedia con protagonista Nick Kyrgios. Come nel senso teatrale del termine, non è una commedia che fa sorridere: sotto 6-3 3-0 nel suo primo match nella capitale americana, Nick si è esibito nel suo terzo ritiro consecutivo, dopo quelli al debutto a Wimbledon e al Queen's. Questa volta era la spalla, la quarta causa di ritiro di questo 2017 burrascoso dopo gastroenterite (Indian Wells), gomito (Monte-Carlo) e anca sinistra (Roma, Queen's, Wimbledon). Ma che ci sia qualcosa che non va al di là del fisico è un fatto evidente che nemmeno lui può più nascondere: "Ero forte una volta, amico. Poi la mia ragazza mi ha mollato e ora non riesco più a giocare”, avrebbe scherzato così (secondo i diversi testimoni presenti) con qualche fan e con alcuni ragazzini invitati ad assistere a un suo allenamento a Washington, il giorno dopo il ritiro. La relazione di Nick con Ajla Tomljanovic si troverebbe in cattive acque, dopo che l’australiano e altre due giovanissime colleghe erano finiti sui tabloid britannici per essersi fatti paparazzare fuori da un club a Londra, la sera del suo forfait a Wimbledon.

alexander zverevE intanto Sascha Zverev...
Gossip a parte, Nick sembra davvero in un periodo di grande confusione e sofferenza, iniziato con la stagione su terra battuta e il suo rientro in Australia per la morte del nonno. Da quel momento, non è più parso lo stesso giocatore che a marzo batteva ripetutamente Djokovic e andava a un passo dallo stendere Federer in semifinale a Miami. A Washington, avesse superato il debutto, avrebbe sfidato Alexander Zverev, che ha poi pressoché dominato il torneo. “In un certo senso lo invidio un po’. Fa tutte le cose giuste. È molto professionale - non una cosa su cui io potrei mettere la spunta”, disse Nick di Sascha con la solita apprezzabile schiettezza, poco dopo la vittoria del 20enne tedesco agli Internazionali BNL d’Italia. “Farà una grande carriera. È anche più giovane di me (di due anni, ndr). Sono sicuro giocheremo contro molte altre volte”, aggiunse Nick. Il tennis, e quella che potrebbe essere la rivalità più bella della nuova generazione, hanno bisogno di un Kyrgios sereno e in salute. Il problema è che Nick non ha ancora capito cosa serve a lui, per stare bene e per esprimere al meglio il suo talento sconfinato. A Washington si è fatto perdonare almeno un pochino, regalando a una mezza dozzina di bambini una giornata indimenticabile e a uno di loro, capace di rispondere in campo a un suo servizio, anche una sua racchetta. Poco dopo è ripartito per il Canada: già questa settimana si potrà intuire se è iniziata la risalita verso la superficie, verso l’ossigeno e un po’ di tranquillità. Sascha Zverev ha firmato a Washington D.C. una delle sue migliori settimane di tennis in carriera. Ha dominato un tabellone che comprendeva diversi Top 10, liquidando Kei Nishikori in semifinale (6-3 6-4) e conquistandosi un ottavo posto nel ranking che potrebbe definitivamente suggellare il suo definitivo status di grande. Nessuno può dire come andrà la sua carriera, per quanto promettente, ma sicuramente in pochi si sorprenderebbero se Sascha a fine carriera avesse più di qualche titolo Slam conquistato su questa superficie.

 

 

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Buon compleanno Roger
Un paio di giorni prima del suo trentaseiesimo compleanno (36 anni l'8 agosto), Roger Federer è sceso in campo a Montreal per il suo primo allenamento. Chissà se aveva fatto i conti con il fatto che i “quebecois” sono in astinenza da Federer da ormai sei anni: si sono presentati in seimila per vederlo scambiare qualche palla. L’ultima volta che Roger calcò il Centrale era il lontano 2011, terzo turno, quando fu sconfitto da Jo Wilfried Tsonga. Quest’anno ci torna da seconda testa di serie, con Rafa davanti: anche in questo caso, era dal 2011 che questi due non costituivano le prime due teste di serie di un Masters 1000. Non solo. Proprio come ai bei tempi, il resto della stagione sarà una sfida pressoché a due per la conquista del numero 1. Nadal potrebbe tornare Re del circuito già questa settimana: gli basterà raggiungere le semifinali per scalzare Andy Murray e tornare in vetta, dopo oltre tre anni dall’ultima volta (luglio 2014). Federer preferirebbe un regalo di compleanno diverso, probabilmente, ma nel prosieguo della stagione sa che arriverà anche la sua occasione.

A presto Nole... e Stan
Novak Djokovic e Stan Wawrinka, a distanza di pochi giorni, hanno entrambi annunciato di rinunciare al resto del 2017 agonistico per cercare di recuperare dai rispettivi acciacchi. Nel caso di Nole, la ragione ufficiale dello stop è una “contusione ossea” (bone bruise) al gomito; nel caso di Wawrinka, un’operazione chirurgica al ginocchio che dovrebbe permettergli “di competere al massimo livello per molti anni”. Sono due pessime notizie per il tennis maschile, che tolgono moltissimo fascino a una seconda parte di stagione che, anche grazie al ritorno prepotente di Rafa e Roger ai vertici, avrebbe potuto diventare irripetibile. Peccato.

wta stanfordStanford, le prove generali
A Stanford, California, sono andate in scena delle mini prove degli US Open. Alcune delle storyline che ci verranno proposte a New York erano già evidenti in California: Coco Vandeweghe, con la sua dose di talento, colpi al fulmicotone e spavalderia, rappresenterà per il pubblico di casa la grande speranza bianca (dopo le Williams, è un’espressione che acquista di senso anche nel tennis, non solo nel pugilato); Cici Bellis sarà l’America Sweetheart di turno, con il suo viso dolce e le sue precocissime doti tennistiche che faranno di lei una delle più fotografate; Maria Sharapova, la nobile decaduta che lotta con le avversità, i detrattori e la cattiva sorte. “Last but not least”, ultima ma non ultima, la vincitrice del torneo: Madison Keys, tornata finalmente ai livelli che le competono dopo una prima parte di stagione condizionata dall’intervento al polso sinistro. La statunitense, che Serena aveva designato come sua erede tennistica, ha battuto l’amicona Coco in finale e, tra le altre, la campionessa di Wimbledon Garbine Muguruza in semifinale.

E in UK i diritti tv vanno spediti
La scorsa settimana Amazon è riuscita in qualcosa che potrebbe diventare parte della storia del tennis – e del broadcasting sportivo. Il colosso web di Jeff Bezos ha battuto Sky UK e ha vinto l’asta per i diritti televisivi del circuito Atp nel Regno Unito. Dalla prossima stagione, per guardare gli appuntamenti Atp (non gli Slam, non compresi nell’accordo in quanto eventi ITF) l’appassionato britannico dovrà sottoscrivere un abbonamento ad “Amazon Prime Video”, il servizio di streaming web dell’immenso rivenditore online. E, cosa ben più difficile in determinate circostanze, avere una connessione internet a banda larga che arrivi alla porta di casa. Detta in altre parole: chi vive nella campagna inglese deve pagare per vedere il tennis con la qualità video degli anni ’70. La somma pattuita da ATP e Amazon dovrebbe superare i 10 milioni di sterline all’anno.