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Lo spagnolo ha qualcosa da insegnare anche quando perde. "Voglio tornare per giocare altre volte sul Campo Centrale". Di fronte al suo modo di lottare su ogni punto anche a Wimbledon stridono le frasi di Bernanrd Tomic: "Il tennis non mi dà più alcuna soddisfazione". Andiamo più a fondo...

di Enzo Anderloni - foto Getty Images

prima pagina 2717 1“Voglio tornare per giocare altre volte sul Campo Centrale. È una cosa che mi piace”. Sono le parole di un campione che ha già vinto 15 Slam, due dei quali a Wimbledon. Ha già compiuto 31 anni e perso molti capelli. Incassato già più di 85 milioni di dollari di soli premi, 7.182.845 solo quest’anno. Uno che era favorito per l’edizione 2017 dei Championships e in predicato di riprendersi la prima posizione mondiale e invece ha appena perso negli ottavi di finale, 15-13 al quinto set (dopo 4 ore e 47 minuti di battaglia e 4 match-point annullati) contro un lussemburghese calvo, più vecchio di lui e n.26 del mondo.
Come stridono queste parole di Rafael Nadal, eliminato da Gilles Muller, 34 anni, se messe accanto a quelle di Bernard Tomic, 24 anni che la scorsa settimana ha lasciato Wimbledon eliminato al primo turno dal veterano Mischa Zverev: “In campo mi sono annoiato, il tennis non mi dà più alcuna soddisfazione”.
In quella partita aveva persino chiamato il ‘medical time out’ senza motivo, solo per provare a rompere il ritmo all’avversario. Non ha ancora vinto niente di importante Tomic, promettentissimo da under. Però è stato n.17 del mondo, ha tre titoli Atp nel carniere, ha raggiunto i quarti a Wimbledon nel 2011 e con un opaco galleggiamento nella top 50 ha incassato più di 5 milioni di dollari. A chi lo ha criticato per il suo atteggiamento ha risposto in buona sostanza: “Dite quel che volete, intanto voi le mie case e le mie auto sportive le sognate: io me le sono comprate”. Perché quello secondo lui è il senso di tutto il duro lavoro che ha fatto (perché l’ha fatto e lo rivendica: “Dieci ore al giorno con mio padre, dagli 8 ai 15 anni”) per diventare un top player.

tomicIn un mondo del tennis dove continuano a brillare gli ultratrentenni, un ventiquattrenne di talento senza motivazioni è come un diamante gettato per terra. Il fatto che l’ITF lo abbia sanzionato per l’atteggiamento (e la simulazione) o che lo sponsor tecnico Head, per gli stessi motivi, abbia deciso di strappare il suo contratto sono atti significativi ma non assolvono un certo sport business e il mondo che gli gira attorno che alimentano una visione dello sport professionistico distorta. E alla fine autolesionistica per chi ci casca che di solito lo fa perché ignora o non ha capito il senso di quello che sta facendo. E delle scelte di vita che sta facendo.
Viene in mente in questo senso anche la vicenda del 18enne portiere del Milan Donnarumma, dei suoi milionari balletti contrattuali, dell’esame di maturità “prenotato” e poi disertato per andare in vacanza con la fidanzatina. E dell’importanza che evidentemente lui e chi gli sta attorno danno alla sua crescita umana rispetto a quella finanziaria.
I soldi veri, se vogliamo ragionare di questo, nel tennis sono una conseguenza, non un fine. Arrivano in quantità smodata a quei pochissimi fenomeni che hanno giocato 10 ore al giorno dagli 8 ai 15 anni (e continuato oltre), non pensando ai soldi, ma sognando Wimbledon, la Coppa Davis, il trono di n.1 del mondo. E ogni volta che acchiappavano un pezzo di sogno, si ritrovavano anche coperti d’oro.
Ma quale oro può spingere oggi un Federer (104.445.185 dollari di soli premi vinti) ad allenarsi tre mesi senza fare un torneo per qualificarsi per la cinquantesima volta (diconsi 50!) per i quarti di finale di un torneo dello Slam, sognando di vincere per l’ottava volta Wimbledon? O un Andy Murray (60.449.649 dollari sempre di soli premi già in saccoccia) dolorante e non al meglio a lottare come una bestia su ogni “15” pur di non cedere, davanti ai suoi sul Centre Court, contro uno splendido Fognini che lo stava dominando? Secondo il parametro di Tomic, questi sono fuori di testa. Lui invece è fuori al primo turno. Aiutiamo lui, e quelli come lui, a capire il perché.

Articolo tratto da SuperTennis Magazine n. 27 - 2017

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SuperTennis Magazine – Anno XIII – n.27– 12 luglio 2017

ST118 COVERIn questo numero
Prima pagina –La lezione di Nadal Pag.3
Circuito mondiale: Wimbledon caput tennis Pag.4
Focus Next Gen: Sebastian Ofner, talento e brillantina Pag.8
Terza pagina: Next Gen 1974 Pag.10
I numeri della settimana – 50 quarti di Federer Pag.12
Il tennis in tv – Spettacolo a Londra Pag.14
Notiziario – Summer Cup Under 14, azzurrini ai Mondiali Pag.15
Notizie dalle regioni – Veneto, Liguria, Lazio e Calabria Pag.16
Circuito Fit-Tpra – Pierluigi, amatore da Grande Slam Pag.20
Personal coach – E’ molto più di… un gioco di gambe Pag.22
Racchette e dintorni – Incordatore nel tempio Pag.25
L’esperto risponde – Perché negli ultimi anni le tensioni delle corde stanno scendendo? Pag.27