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Il 2015 è segnato dal dominio assoluto di Novak Djokovic che conquista tre quarti di Grande Slam e non si fa sfuggire il quarto successo a Roma dominando Federer in finale. La terra rossa del Foro Italico conferma anche per la terza volta Maria Sharapova

di Alessandro Mastroluca – Foto A. Costantini

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Novak Djokovic (SRB)
Belgrado, 22 maggio 1987
L'anno del Cannibale. Novak Djokovic combatte contro se stesso e contro la storia. Diventa il primo a vincere cinque Australian Open dal 1968 e l'unico nella storia a conquistare i primi tre Masters 1000 della stagione. Vince tre major e arriva a due set dalla più grande impresa del tennis mondiale, il Grande Slam. Impreziosisce una stagione straordinaria, chiusa con quindici finali di fila e il quarto titolo consecutivo al Masters (altro record) con il trionfo a Roma dove non è mai uscito prima dei quarti di finale. Nicolas Almagro, Thomaz Bellucci e Kei Nishikori lo spingono al terzo set, Ferrer non va oltre un'onorevole sconfitta per 6-4 6-4. Nessuno lo ferma nella corsa verso la sesta finale al Foro Italico. Il trentanovesimo confronto contro Roger Federer, secondo duello più frequente nel circuito nell'era Open, si trasforma in un'esibizione di fierezza e atletismo, di resistenza e palle corte, che sfianca lo svizzero e spegne le speranze del pubblico romano, schierato quasi interamente dalla parte di Federer, che il serbo prova a blandire disegnando un cuore sull'obiettivo della telecamera. Djokovic gioca la miglior partita del suo torneo e chiude 6-4 6-3 in 75 minuti. È il titolo numero 53 della sua carriera, ne ha vinti anche più del suo coach Boris Becker, il ventiquattresimo in un Masters 1000. Diventerà il primo a vincerne sei, di titoli in questa categoria, in una sola stagione e a superare i 15 milioni di dollari di prize money. Se lo chiamano il Cannibale ci sarà un perché.

sharapova roma2015 09638Maria Sharapova (RUS)
Nyagan, 19 aprile 1987
“Sono felice come il cerbiatto Bambi”. La favola di Maria Sharapova, regina di Roma, ha il lieto fine che Carla Suarez Navarro in finale ha solo accarezzato. Vorrebbe lasciare ai suoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare, ma si ferma a un set dall'impresa. A Roma, la russa è arrivata dopo il titolo a Brisbane (perdendo solo 21 game), la finale all'Australian Open e la finale di Madrid. È scesa al numero 3 del mondo e ha perso contro Kerber al secondo turno a Stoccarda. La terra rossa, però, è ormai la superficie su cui si esprime meglio.
All'esordio beneficia del ritiro di Jarmila Gajdosova, che abbandona in svantaggio 6-2 3-1. Negli ottavi supera agevolmente Bojana Jovanovski con un doppio 6-3. Nei quarti domina 6-3 6-2 Victoria Azarenka, scesa al numero 29 del mondo dopo un 2014 segnato da troppi problemi fisici. In semifinale si prende la rivincita su Daria Gavrilova che l'aveva battuta a Miami celebrando la sua prima vittoria in carriera contro top 10.
In finale, dopo aver perso il primo set e mancato per due volte un break di vantaggio nel secondo, sfianca la Suarez Navarro e conquista il trentacinquesimo titolo in carriera. Ha vinto 62 delle ultime 68 partite sul rosso e, a quel punto, raggiunto Serena Williams nella classifica delle giocatrici in attività più vincenti sulla terra battuta, con 11 tornei conquistati.