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La differenza si vede subito: è un ponte in magnesio dal design inedito che serve a stabilizzare il telaio in graphene touch, alla ricerca della massima espressione in contemporanea di potenza e controllo. L’abbiamo provata in anteprima assoluta sul campo centrale del tennis di Portorose, in Slovenia dove è stata presentata agli addetti ai lavori

di Enzo Anderloni

Head MxG3 w1E’ una rivoluzione in cui credono fino in fondo. Ci lavoravano da quattro anni e quando finalmente sono arrivati al prodotto finito hanno deciso di organizzare un lancio in grande stile: per presentare all’Europa la nuova racchetta MxG, Head ha organizzato un super meeting tecnico sui campi di Portorose in Slovenia.

Avevano fatto un sondaggio tra i giocatori a tutti i livelli: che cosa avrebbero voluto dal loro attrezzo ideale. La risposta finiva per essere sempre la stessa: grande potenza e comunque ottimo controllo. “Power under control”. La quadratura del cerchio, la botte piena e la moglie ubriaca. Impossibile? Alla Head ci hanno provato. Gli ingegneri però avevano subito fatto capire che bisognava andare “out of the box”, fuori dal seminato, dagli schemi abituali. Hanno trovato l’ispirazione nel settore “automotive”. Ruote e parti del motore delle auto sportive, scolpite come gioielli alla ricerca della prestazione.

Dal mondo automotive un ponte in magnesio

Head MxG3 w4E’ saltata fuori questa MxG, dove la grafite e il Graphene Touch, incontrano a metà strada un ponte inedito, realizzato in magnesio, metallo robustissimo e leggerissimo. Collocato nello stampo e pressofuso con il telaio tubolare in fibra di carbonio e Graphene Touch, offre un inedito plus di potenza e controllo.

Così leggero, consente di estremizzare la polarizzazione delle masse delle racchetta che, nella recente tendenza Head, è sempre più verso la testa e il manico. Così l’attrezzo offre più spinta senza incidere troppo su peso e/o bilanciamento. Inoltre la forma particolarissima del cuore consente di allungare sensibilmente le corde verticali centrali rispetto alle racchette tradizionali. Altro elemento di spinta.

Head MxG3 w5E il controllo? Ci si arriva facendo in modo di limitare la torsione della racchetta all’impatto con la palla, dunque stabilizzandola. E per questo serviva quel tipo di ponte in magnesio. Rigido e stabile come le ruote di una supercar.

Un percorso di prova per sentire la differenza

L’effetto finale è questa racchetta dall’aspetto mai visto prima. E dalle prestazioni originali. I tecnici Head volevano farle sentire, toccare con mano fino in fondo agli opinion leader del settore ancor prima che l’attrezzo arrivasse nei negozi. E hanno organizzato in percorso degustativo davvero inedito. Noi della stampa specializzata e i maggiori clienti e specialisti del tennis in campo per due giorni con il team di super-sparring Head. Per fare solo qualche nome, limitandoci agli ex pro: Mara Santangelo, Vincenzo Santopadre, Laura Golarsa. Poi tanti maestri di alto livello.

Prima giornata a testare per ore le ultime due novità Head 2017: le nuove Speed (la racchetta di Djokovic) e le nuove Instinct (il telaio di Berdych).  

Seconda giornata in campo con i primi due modelli (altre due versioni più pesanti sono previste per l’inizio del 2018) del nuovo progetto: MxG3 e MxG5.

Le caratteristiche tecniche

Head MxG3 w3La prima (MxG3) con un piatto corde dal 100 pollici quadrati, 295 grammi di peso, bilanciamento a 32,5 cm, profilo variabile mm 24-26-22 e pattern d’incordatura 16x18.

La seconda, MxG5, piatto 105, peso a soli 275 grammi, bilanciamento cm 33,5, stesso profilo e stesso pattern della sorella, ma mezzo centimetro di lunghezza in più.

L’idea era quella di far sentire la differenza, tra modelli evoluti e modelli completamente nuovi. Noi di Supertennis ci siamo presentati con il nostro tester Mauro Simoncini, che ha potuto confrontare le sue sensazioni proprio con quelle di Vincendo Santopadre, testimonial Head, ma anche lui alle prese per la prima volta con la MxG. Ecco le sensazioni in campo.

 

 

HEAD MXG3: LE IMPRESSIONI DI GIOCO

di Mauro Simoncini

Head MxG3 w6La curiosità di provare in anteprima una racchetta annunciata come “davvero nuova” crea aspettative importanti soprattutto in un periodo in cui siamo abituati veder nascere periodicamente evoluzioni di attrezzi sperimentati, non rivoluzioni. Da un lato cambiano spesso i colori, l'aspetto (tanta forma, non sempre pari sostanza) dall'altro i materiali (tanta sostanza, non sempre nuova forma), ma quando a cambiare (e non di poco) sono entrambi l'impatto è forte.

Anzitutto il look di questa nuova MxG 3: molto cool l'abbinamento tra nero, alternato tra satinato e lucido e il grigio argentato, che evidenza ancora di più il cuore della novità, il ponte della racchetta, in magnesio.

I primi colpi

Head MxG3 w7Di primo acchito sembra di brandire un'arma molto potente, dl profilo consistente ma non pesante. Dai primi colpi, anche grazie all'incordatura ibrida (altra novità di casa Head, di nome Primal) e alla tensione medio-alta (25/26 kg), la sensazione è stata anche quella di controllo e sensibilità. Molto stabile, sicura e immediata nella resa dei colpi piatti, specialmente quelli portati con movimenti essenziali, preparazioni e aperture non eccessive, appoggiandosi alla velocità della palla avversaria. Con impatti pressoché piatti o con minima copertura.

Sembra che la palla entri di più nel piatto corde

Rispetto alle colleghe con profili e con ovali simili, alla facilità e alla grande sicurezza/immediatezza questa racchetta aggiunge anche una dose di precisione in qualche modo inaspettata per chi pensa di essere alle prese con un "cannone" vero e proprio.

Per capirsi: la sensazione è che la pallina entri di più nel piatto corde. Sembra attardarsi una frazione di secondo in più nel reticolo facendo percepire una qualche forma di elasticità del telaio/piatto corde (forse per merito della lunghezza "aggiuntiva" delle corde verticali centrali?). E lo sweetspot è sicuramente abbondante, di grande aiuto quando non si arriva bene sulla palla.

Il backspin è velenoso

Head MxG3 w8Il motto degli austriaci di Head non a caso è "Power Under Control". E infatti oltre ai colpi piatti, l'altra giocata preferita dalla MxG 3 è sicuramente il backspin. Radente, ficcante, incisivo, gira tanto. E’ difficile da ribattere e si riesce a giocare bene in tutte le salse: in difesa o (meglio ancora) scaricando a dovere in avanti il peso per scendere a rete. Si sente – e davvero tanto - l'equilibrio del telaio e la maneggevolezza da primissime della categoria.

Volée e smash davvero facili

Nitida sensazione che si ha anche nei pressi della rete: le giocate di volo sono abbordabili anche per i meno esperti. Facili ma molto precise e incisive. I volleatori più disinvolti e tecnicamente più capaci sapranno approfittare della stabilità un po' a tutte le altezze: aiuto e immediatezza nelle volée basse, controllo in quelle più alte.

MxG 3 è poi agevole e "veloce" anche sopra la testa. Gli smash escono molto potenti mentre al servizio la maneggevolezza da telaio "amatoriale" si fa sentire in positivo. Meglio le soluzioni piatte o la variazione con lo slice, che toglierà parecchie soddisfazioni anche ai doppisti.

E non si può non parlare del comfort: pastosa (con la compartecipazione di un'incordatura ibrida) e sicura anche ad alte velocità con pochissime ripercussioni sonore o di vibrazioni sul braccio.

Conclusioni

Head MxG3 w9Un telaio completo, a tutto campo. Facile, valido un po' per tutti i livelli di gioco, più indicato per uno stile di gioco abbastanza classico, sia nelle rotazioni utilizzate sia nel tipo di movimenti. Molto bene al volo, benissimo il backspin. In definitiva, sensazioni da racchetta old style con caratteristiche ultra moderne, dai materiali alle forme, alle prestazioni.