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Il marchigiano centra la prima qualificazione in un tabellone Atp 250 a Marrakech. Un risultato che arriva dopo il trasferimento a Foligno dove adesso lavora con coach Fabio Gorietti

di Alessandro Nizegorodcew - foto Costantini e Getty Images

GQ 1“Le cose migliori della vita sono quelle impreviste, perché non c’erano aspettative”, come recita un'aforisma dello scrittore inglese Eli Kharamov. Gianluigi Quinzi ha vissuto per anni di aspettative, di proclami, di epiteti come “salvatore della patria”. La vittoria a Wimbledon Junior del 2013 ha caricato il marchigiano di pressioni, mediatiche e non, che lo hanno portato a perdere di vista gli obiettivi, a pensare di lasciar perdere il tennis, a un passo dal ritiro. A fine 2016 qualcosa è cambiato: prima alcuni mesi di duro lavoro con il guru Ronnie Leitgeb, già coach in passato di Thomas Muster e Andrea Gaudenzi, oggi la scelta di Fabio Gorietti come nuovo coach e di Foligno come base di allenamento. All’improvviso è giunta a Marrakersch la prima qualificazione per un main draw Atp. Quinzi ha superato nell’ordine Evgeny Donskoy, l'unico ad aver battuto Roger Federer in stagione, il giovanissimo e promettente coreano Duck Hee Lee e, al primo turno del tabellone principale, l’esperto francese Paul-Henri Mathieu. A bloccargli la strada è stato Paolo Lorenzi, ma solamente dopo una battaglia di oltre tre ore. L’ex n.1 al mondo under 18 si ritrova così al best ranking di n.258 Atp, con un futuro finalmente tutto da scrivere. Senza proclami, con la sola forza del lavoro e della passione.

GQ 2Una nuova ripartenza
La decisione di ricominciare dalla Tennis Training School di Foligno e da coach Fabio Gorietti rappresenta l’ennesimo tentativo di trovare la giusta dimensione, sia tennistica che umana. “Gianluigi è un ragazzo molto socievole - racconta Gorietti -, sa stare in gruppo e da noi a Foligno credo possa trovare il clima ideale per ripartire. Le impressioni sul ragazzo sono ottime, anche se la strada è lunga e ci sarà molto su cui lavorare”. Sette allenatori cambiati in due anni, addirittura il pensiero di abbandonare il tennis, un periodo di profonda crisi. “Quinzi ha grandissime potenzialità - continua Gorietti - e sono piuttosto sicuro che riuscirà a esprime tutte le sue ottime qualità. La cosa che mi ha colpito di più in positivo? La parola chiave è certamente ‘fiducia’. Una fiducia che Gianluigi ha riposto nel mio lavoro e negli accorgimenti tecnici che ho voluto subito mettere in pratica”.

Servizio nuovo di zecca
Il dettaglio tecnico che maggiormente ha impressionato gli addetti ai lavori, durante i match a Marrakesch, è stato il grande miglioramento nella prima di servizio. “Dieci giorni prima di partire per il Marocco ho provato a modificare il gesto del servizio di Gianluigi - spiega ancora Gorietti, allenatore tra gli altri di Thomas Fabbiano e Luca Vanni - e sono rimasto sorpreso dalla capacità di apprendimento del ragazzo. Abbiamo cambiato tutto, dal movimento agli appoggi, ma la cosa per me sorprendente è stato vedere che Gianluigi utilizzava il nuovo servizio anche nei momenti di tensione, anziché tornare alle origini come avrebbe fatto quasi chiunque. Cosa deve migliorare? L’idea è quella di modificare anche il dritto per poter essere ancora più aggressivo. Ma per far ciò servirà più tempo, con esercitazioni messe in atto ogni giorno”.

GQ 3Confronto continuo
La possibilità di allenarsi con tennisti di buonissimo livello come Fabbiano, Vanni, Travaglia e Grigelis ha rappresentato una spinta in più per la scelta di Gianluigi di trasferirsi a Foligno. “Sono stato alla Tennis Training in passato per alcune giornate di allenamento - ha raccontato Quinzi - e mi era sempre piaciuto stare in campo con Fabio Gorietti perché abbiamo un buon dialogo, sa come prendermi e mi capisce al volo. Vanni e Fabbiano? C’è un confronto continuo, senza rivalità, che non può che farmi crescere”. Il marchigiano, ventuno anni compiuti a febbraio, è in corsa per un posto alle Atp Next Gen Finals, anche se la concorrenza è agguerritissima. “Le mie sensazioni sono ottime - chiosa coach Gorietti - e sono convinto che Gianluigi potrà diventare un grande giocatore. Ne ero convinto prima di accettare questo incarico e lo sono fortemente anche adesso. 'Gian' è attento a tutto, guarda tanti match, studia, carpisce, è un animale da tennis e si toglierà tante soddisfazioni. Adesso è tempo di lavorare per crescere”.

pop quinziac158023Quinzi, i successi da Junior
Gianluigi Quinzi ha raggiunto la vetta del ranking Itf under 18 all’inizio del 2013, anno nel quale ha conquistato Wimbledon Junior. Il primo titolo è giunto nel 2010 a La Ceiba (Honduras) nel 2010, quando il marchigiano aveva solamente 14 anni. In quattro stagioni ha portato a casa ben 11 titoli, tra cui il prestigioso Trofeo Bonfiglio di Milano. Nel corso della carriera giovanile ha superato giocatori come Nick Kyrgios, Noah Rubin, Kyle Edmund, Hyen Chung, Stefan Kozlov, Thanasi Kokkinakis, Elias Ymer e Borna Coric.

La scheda di Gianluigi Quinzi
Nato a Cittadella, il 21 febbraio 1996
Altezza: 191 cm, peso: 84 kg
Ranking Atp: 258 (Best Ranking)
Titoli Futures: 9
Top 100 battuti: 3 (Lacko, Bagnis, Donskoy)