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espertoLa domanda - Che cosa succede se una palla è dubbia e i giocatori non sanno qual è il segno?

La risposta - Per rispondere in modo esaustivo alla domanda poniamo un caso specifico. Due giocatori stanno giocando una partita di singolare senza l'arbitro. Durante uno scambio, un dritto del giocatore A rimbalza molto vicino alla linea di base e il giocatore B chiama la palla fuori.
Il giocatore A chiede di verificare il segno, ma B non riesce più a trovarlo. A quel punto A, attraversando la rete, cerca anche lui il segno a suo avviso buono, ma anche lui non è in grado di trovarlo.
Può capitare che spesso e volentieri una palla che è rimbalzata in campo possa non lasciare delle tracce evidenti: questo può succedere per differenti ragioni. Per esempio, a causa del vento può esser rimasta poca terra all'interno del campo di gioco, oppure dopo una copiosa pioggia, il campo in terra rossa e così "duro" e umido da non consentire di distinguere chiaramente un segno lasciato da una palla. Oppure la palla può essere stata colpita così piano (palla corta o pallonetto) da lasciare impercettibili tracce: in ultimo, succede molto spesso che la palla colpisca solamente la riga diventando impossibile distinguere la forma del segno lasciato.
In questi casi, quando non è possibile individuare con certezza un segno lasciato da una pallina, dovrà necessariamente “restare la chiamata originaria”: nel nostro caso pur non trovando il segno, la palla verrà considerata fuori, perché quella è stata la chiamata “originaria”.
Vale dunque il principio che fa fede la chiamata del giocatore che sta nel lato di campo nel quale la palla rimbalza. Il giocatore è sempre responsabile delle chiamate effettuate dal proprio lato.
Infine, come nota a margine, non è possibile paragonare le procedure della terra rossa a quelle tenute su campo in veloce adducendo disparità di trattamento, perché in realtà tra le due superfici c'è sempre un trattamento diverso. Il solo fatto di poter verificare un segno e cambiare la propria decisione paragonato al fatto di non avere questa possibilità rappresenta già in sé “un trattamento” diverso nel gestire lo stesso caso.